Opinione dettagliata di 2001hal9000
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Uno degli emblemi della città di Venezia è il Palazzo Ducale (dal latino "dux" "condottiero") sede del Doge e cuore della Serenissima. Venne eretto per la prima volta nell'814 dai dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio capovolgendo i concetti architettonici tradizionali, cioè ponendo il vuoto in basso e il pieno in alto, e costruito a forma di castello con le quattro torri angolari e difeso da un fossato. Fu distrutto da due incendi e ricostruito senza le torri ad uso di residenza civile nell'anno 1340 quando la Serenissima aveva oramai raggiunto la sua potenza oltre che sul mare anche sulla terraferma. Non si sa esattamente chi fossero gli architetti definitivi di questa esemplare struttura.
Per accedere al palazzo si entra dalla "Porta della Paglia" situata di fronte al Bacino di San Marco; qui si troveranno la biglietteria e l'ufficio informazioni. All'interno il Palazzo Ducale presenta un "cortile" che si presenta più come una piazzetta data la notevole ampiezza e bellezza; è il cuore della Serenissima.
Ai due lati troviamo stili architettonici differenti; sulla destra vi è l'Appartamento del Doge e gli Uffici delle varie Magistrature e Organi di Guerra opera di Antonio Rizzo dal 1483 al 1498, rinascimentale in basso e gotico in alto, sulla sinistra la facciata è a portico e si apre sulla "Piazzetta San Marco" di fronte alle Procuratie Nuove (Palazzo dei Procuratori), capolavoro del Sansovino, sede dell'Antica Biblioteca Marciana e del Museo Archeologico Nazionale. Le "vere" da pozzo sono in bronzo anziché in pietra (quelle comunemente presenti nei "campi" e "campielli"). Sono opera dei maestri fonditori Alfonso Alberghetti e Nicolò da Conti.
Salendo al secondo piano, dopo aver attraversato la loggia rinascimentale situata al primo piano, attraverso la "Scala d'Oro", costruita tra il 1538 e il 1559 e progettata da Jacopo Sansovino, si accede all'Appartamento del Doge, con le sale "Scarlatti", "Scudo" con le mappe geografiche e due enormi mappamondi, "Grimani", "Erizzo" e la Sala dei Filosofi con opere di Vittore Carpaccio e Giovanni Bellini; dalla Sala dei Filosofi si accede ad una piccola scaletta dove si può ammirare il dipinto di Tiziano Vecellio "San Cristoforo porta il Bambino Gesù".
Dal secondo piano si giungerà al terzo piano, sempre percorrendo la Scala d'Oro", alla "Sala delle Quattro Porte" con il soffitto di Andrea Palladio e affreschi di Jacopo Robusti detto Tintoretto. Dalle "Quattro Porte" si accede "all'Anticollegio&qu ot; e al "Collegio" ancora con opere di Tintoretto tra cui "La Fucina di Vulcano", Mercurio e le Grazie", Minerva scaccia Marte" e la grandiosa opera di Paolo Veronese "Il Ratto di Europa". Dal Collegio si giunge nella sala del "Senato".
In questa sala si riunivano i Senatori ed erano presieduti dal Doge e dalla Signoria. Venivano eletti dal Maggior Consiglio per la durata di un anno; complessivamente i Senatori erano centoventi ma erano suddivisi in due gruppi: "Pregàdi" erano sessanta e assistevano il Doge in assemblea permanente, i sessanta della "Zonta" erano quelli aggiunti in un secondo tempo (da notare che i nomi delle varie magistrature erano in "dialetto", cioè in "lingua veneziana").
Dal Senato e riattraversando la sala delle Quattro Porte si giunge alla "Sala del Consiglio dei Dieci" una delle magistrature più potenti e temute della Repubblica, per la difesa dello Stato dallo spionaggio e dai complotti sia interni che esterni. Il Consiglio in realtà era costituito da diciassette membri: ai Dieci vestiti con la Toga Nera si aggiungevano sei Consiglieri Ducali Rossi e lo stesso Doge che fungeva da Presidente. Questo consiglio venne istituito nel 1310 per prevenire gli attentati a danno delle Istituzioni Repubblicane. Sul soffitto vi sono due enormi ovali di Paolo Veronese.
Attraversata la "Sala della Bussola" e salita una piccola scalinata si giunge all'"Armeria" dei "Dieci" i quali svolgevano funzioni di legislatori, giudici e investigatori e quindi disponevano anche di armi. Tra i pezzi che meritano attenzione vi è un elmo da torneo completo di corazza e un fucile rotante a canne multiple, precursore delle attuali mitragliatrici, probabilmente opera di Leonardo da Vinci.
Scendendo lungo una lunga scalinata e tornando al secondo piano si giunge alla "Sala del Maggior Consiglio" lunga 54 metri, larga 25 e alta 15.40 considerata la sala più grande d'Europa senza colonne; si radunava al suo interno l'Assemblea Sovrana della Repubblica composta da circa un migliaio di membri iscritto nell'Albo d'Oro della nobiltà per approvare le leggi ed eleggere il Doge. Il dipinto che sovrasta il trono dogale è opera del Tintoretto (Jacopo Robusti) e rappresenta il "Paradiso" che con i suoi 22 metri per 7 è considerato il maggior quadro del mondo su tela. Sulle pareti vi sono raffigurati tutti i dogi tranne Martin Faliero decapitato per crimini.
Dalla Sala del Maggior Consiglio attraversando una serie di scale e passaggi si arriva al "Ponte dei Sospiri" e attraversatolo alle "Prigioni Nuove" costruite tra il 1556 e il 1595. Sotto il tetto in piombo si trovano le celle cosiddette "piombi" meno accoglienti ma con alloggio migliore rispetto alle celle sotterranee oscure e umide. Tornati al Palazzo Ducale riattraversando nuovamente il "Ponte dei Sospiri" si giunge all'"Avogaria" ovvero gli Uffici dove i magistrati dello Stato, gli "Avogadori", preparavano i processi.
Infine dall'Avogaria si arriva al bookshop e da lì si ritorna alla loggia rinascimentale dell'inizio percorso. Quindi si scendono nuovamente le scale si riattraversa il cortile e si esce dalla "Porta della Carta" situata a fianco della "Basilica di San Marco". Prima di uscire, voltando le spalle alla porta, si può ammirare la "Scala dei Giganti" con le immense statue di Marte, Dio della Guerra, sulla sinistra e, Nettuno, Dio del Mare, sulla destra.
Il biglietto d'ingresso include, oltre la visita a Palazzo Ducale, anche l'ingresso al Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana; il costo del biglietto è di EUR 12.00.
Riassumere per sommi capi l'itinerario e i contenuti del Palazzo Ducale a Venezia non è compito facile, le opere contenute sono notevoli sia per grandezza che per importanza; sono stati scritti innumerevoli libri sull'importanza storica e artistica di questo palazzo. Il solo modo per comprenderne il valore è quello di visitarlo di persona, di recarsi a Venezia non solo per quest'immensa opera architettonica e per ciò che essa racchiude, ma anche per poter ispezionare anche altri angoli della città che, se magari, poco conosciuti, offrono notevoli spunti per un apprezzamento complessivo della città e della sua evoluzione storica:
quella della SERENISSIMA ! ! ! !
Palazzo Ducale10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Architettura
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Concetto
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Esposizione
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Rilevanza