Opinione dettagliata di salamandra
salamandra(41)
Cuneo, Italia99%
Arriviamo a Trebeuden con l’intenzione di percorrere un altro tratto del Sentiero dei Doganieri.
Poco oltre questa piccola cittadina balneare si trova infatti il Point de Bihit, uno dei punti panoramici più belli della Costa del Granito Rosa.
Lasciamo il camper nel parcheggio posto sull’alto della falesia, dove è presente una tavola d’osservazione e la vista sulla costa e sull’isole di Milliau è eccezionale, e scendiamo giù, lungo il GR34, che ripido e affiancato da alte ginestre e felci porta verso il capo.
La punta estrema vera e propria è, però, proprietà privata, segnalata con tanto di cartello. Non volendo infrangere qualche legge decidiamo di rinunciare al giro del promontorio e tiriamo dritti verso la parte bassa di Trebeurden, quella dove c’è la spiaggia ed il porto.
La nostra intenzione è quella di seguire un percorso segnalatoci dall’ufficio del turismo locale che prevede un tratto lungo la costa ed un tratto all’interno e che porta a vedere alcuni dolmen ed il Marais de Quellen.
La palude di Quellen4
Valutazioni
-
Accessibilità
-
Da vedere/da fare
-
Rapporto qualità/prezzo
-
Grado del riposo
-
Unicità
-
Ci accorgiamo ben presto che qui il GR34 passa direttamente sulla strada, piuttosto trafficata, e sulla costa come accade normalmente!
Ne rimaniamo delusi e, arrivati nei pressi della spiaggia di Goas Treiz, a circa un chilometro dal porto, decidiamo di lasciar perdere il percorso e, per non sprecare la passeggiata fatta fino lì, passare direttamente alla visita del Marais che si estende proprio di fronte a noi di fianco ad un grande parcheggio adibito ad area attrezzata per i camper.
L’idea di visitare una palude non mi alletta per niente, io odio, nell’ordine,: gli anfibi, gli insetti e la vegetazione troppo rigogliosa, stile foresta amazzonica!!
Ovviamente sono in minoranza e mi tocca seguire i miei compagni senza lamentarmi.
All’ingresso del sito naturale c’è un’alta piattaforma per l’osservazione degli uccelli, un pannello che fornisce informazioni sull’habitat e una palina di segnalazione con il simbolo di una rana, indicazione che dobbiamo seguire all’interno del marais per non perdersi.
All’inizio il percorso è un semplice sentiero battuto, poi quando ci avviciniamo alla palude il terreno si fa più molle per cui sono state approntate delle belle passerelle in legno, perfettamente stabili. La vegetazione si fa più rigogliosa e ci addentriamo in un bosco tenendo la palude alla nostra sinistra. L’acqua non si intravede nemmeno tanta è l’erba alta che invade lo stagno.
Il silenzio è assoluto .... possibile che non si senta neanche il gracidare di una rana? Procediamo seguendo le passerelle e le paline, ma perdersi è impossibile, non c’è nessun altro spazio dove passare.
La mia preoccupazione riguardo agli insetti cala notevolmente, a parte le farfalle e un coleottero che scatena subito l’interessa di Marco, non c’è assolutamente niente.
Purtroppo non ci sono neanche gli uccelli, neppure una semplice anatra, anche a stare fermi in silenzio non si muove nulla.
Ad un certo punto arriviamo ad una radura e, sorpresa ... incontriamo un paio di cavalli bianchi della Camargue.
Belli, se ne stanno placidi e ci osservano, incuriositi. Cerchiamo di fare il più piano possibile e ci spostiamo in modo da avere una visuale migliore tra gli alberi.
Li osserviamo per un po’ e poi riprendiamo il cammino, la vegetazione diventa più rada, il sentiero si trasforma in stradina di campagna e ben presto ci ritroviamo a Crec’h Hellen, poco più di una frazione vicino alla spiaggia da dove siamo partiti.
In mezz’oretta abbiamo completato il giro del marais, che ci ha lasciati un po’ perplessi e delusi.
Probabilmente questa non è più stagione di uccelli e in primavera con la vegetazione meno rigogliosa ed il livello dell’acqua un po’ più alto si riesce a vedere qualcosa di più.