Opinione dettagliata di barbaraaa
barbaraaa(36)
Monza, Italia99%
Mentre voi, comuni e banali mortali, continuavate ad ingozzarvi o a giocare a carte e a tombola il pomeriggio di Santo Stefano, noi, uomini e donne di grande scienza e illimitata cultura, ci siamo diretti al Museo Archeologico Nazionale di Taranto nello stesso intervallo temporale.
Insomma... ehmmm... non era proprio così... la racconto un po’ meglio: esauriti dal continuare a sentirmi dire: "Dobbiamo andare al museo!", "Perché non andiamo al museo?", "Quando andiamo al museo?"... il mio ragazzo, mio fratello e sua moglie si sono rassegnati a venire con me al museo nel pomeriggio post - pranzo luculliano.
La mia guida Touring lo definisce come il museo con la più grande collezione relativa alla Magna Grecia nell’Italia Meridionale, tappa irrinunciabile per gli studiosi della spartana "Taras".
Ce lo ricordavamo come meta di qualche gita che qualche maestro ci aveva portati a fare durante le scuole elementari, ricordi dispersi nella nebbia della memoria...
Forse perché ero piccolina me lo ricordavo immenso, grandissimo... Forse perché ho l’alzahimer, chissà cosa ricordavo in realtà...
Ma il museo non è stato la grande meraviglia che mi aspettavo che fosse e per la quale ho rotto le scatole all’umanità per mesi e mesi.
Museo Nazionale Archeologico6
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Architettura
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Concetto
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Esposizione
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Rilevanza
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Cinque euro per l’ingresso, non so se con riduzioni (non c’era scritto da nessuna parte e la cassiera non si è premurata di avvisarci, quindi non l’abbiamo neanche chiesto), per effettuare un giro tra i reperti archeologici.
Alla richiesta di una piantina che ci aiutasse nel percorso ci è stato risposto che non ne esistono e che avremmo potuto utilizzare i pannelli e i computer touch-screen presenti nelle sale per attingere informazioni.
Nessuna assistenza guidata cartacea o umana disponibile.
All’ingresso un grande vaso e alcuni reperti di costruzioni architettoniche, oltre alla ricostruzione moderna di un tempio sulla quale sono stati affissi (pochissimi in verità!) reperti provenienti da un tempio antico in quella che doveva essere la loro disposizione originale.
Quindi una grande sala contenente i reperti del periodo in cui Taranto era una colonia greca.
Sarà perché sono affascinata molto di più dalla scultura e dall’architettura, sarà perché noi tarantini siamo intrisi di Magna Grecia sin dalla più tenera età, sarà perché ho amato i musei "divertenti" e tematici come quelli londinesi, sarà più semplicemente perché sono una ignorante mostruosa (!!!!), ma a me vasetti, vasellame, specchi, orecchini, collane e anforette rinvenuti quali corredo funerario di tombe locali dicono davvero poco.
Quindi la prima ala del museo mi è interessata tra il poco e il niente.
Molto più interessante la zona del museo in cui sono esposti un’armatura e un elmetto da guerra, un’antichissima collezione di monete e reperti di costruzioni, quali mascheroni, frontali di edifici e ornamenti architettonici.
Nella stessa area sono esposte varie statue, la maggior parte delle quali prive di testa. Lì dove è rimasto, il capo è molto rovinato: manca il naso, è consumato, ha perso l’originale espressività.
Molto più "espressive" le pieghe dei vestiti di stile classico nelle quali veniva forgiato il marmo rappresentante questi personaggi illustri.
In una sala attigua, alcuni splendidi mosaici provenienti da pavimentazioni di antiche ville rinvenute in queste zone esposti, in posizione verticale, per come dovevano apparire nelle costruzioni originali.
Segue una zona in cui sono esibiti quadri appartenuti ad un importante arcivescovo del luogo.
Ignorante come sono, non li ho trovati granché interessanti o belli: molto scuri, a tema per la maggior parte religioso, di scarsa attinenza con il resto del museo in quanto di tipo rinascimentale, per nulla correlati al mondo classico esposto nelle altre sale.
La visita auto-guidata si è chiusa così, senza niente altro se non la vista molto bella sul cortile di quello che era il convento degli Alcantarini annesso alla chiesa di San Pasquale di Baylon nel quale, nel 1887, venne allestito il Museo Archeologico di Taranto, ampliato e risistemato nel 1903.
Negli ultimi anni il museo è stato chiuso per lavori di ristrutturazione e di adeguamento degli impianti dell’edificio.
Quando al mio ragazzo è tornato in mente un ricordo di infanzia, ossia l’atleta di Taranto, celeberrimo reperto che aveva visto da piccolo, ne abbiamo chiesto notizie ad una signora dell'organizzazione presente in sala: ci è stato risposto che l’atleta troverà il suo giusto posto al secondo piano del museo, che attualmente è in allestimento. Al momento è possibile visitare un solo piano della struttura, nel quale è esposta soltanto una parte dell’intera collezione archeologica.
Quello che nella mia testa avrebbe dovuto essere il sequel di "Una notte al museo" si è trasformato in "Una rapida mezz’ora al museo"!!!!
In conclusione anche una turistico-sempre-troppo-entusiasta come me, non può che consigliare di aspettare che aprano anche il secondo piano prima di visitare questo museo: 5 euro a persona, per quanto siano una cifra irrisoria, sono davvero troppi per quello che si può ammirare attualmente.