Opinione dettagliata di robellac
robellac(71)
San Giovanni Valdarno, Italia100%
Nel mese di dicembre 2008, il primo giorno di permanenza a Stoccolma, nonostante la temperatura fosse sullo zero, avevamo girato la città in lungo e largo. Il pranzo l'avevamo consumato in un locale nei pressi del parco Kungsträdgården ed avevamo speso complessivamente circa 50 euro, ovviamente prendendo solo acqua naturale. Per la cena pensavamo di andare in un ristorante italiano, a duecento metri dal nostro hotel, i cui prezzi ci sembravano abbordabili e speravamo di potervi cenare con 70 / 80 euro.
In questo mese invernale, alle 15 comincia a fare buio, perciò un po' per la stanchezza ed un po' perché erano quattro ore che camminavamo per le strade illuminate di questa splendida città, verso le 19 rientrammo in hotel. Questo era ubicato nel distretto di Norrmalm; praticamente nel centro di Stoccolma, prossimo a Sergels torg e Hotorget.
Mia moglie avrebbe voluto andare subito al ristorante italiano che avevamo già visto, ma a quell'ora io non volevo essere il primo cliente del locale, come mi era capitato in Spagna quando, pur arrivando alle 21, il locale era deserto e i primi clienti arrivarono verso le 21,30.
Così siamo usciti alle 20 in direzione del ristorante italiano, ma quale sorpresa, dalle vetrate si scorgevano all'interno presone che stavano cenando, ma la porta era chiusa. Abbiamo pensato che fosse completo e siamo andati alla ricerca di un altro locale, ma quando l'abbiamo trovato, anche quello aveva la porta chiusa.
La nostra ricerca è diventata allora piuttosto frenetica; ci siamo diretti verso Sergels torg che, essendo zona centrale, pensavamo di trovarvi qualche locale aperto; siamo scesi perfino al livello inferiore della piazza, dove avevamo visto un ristorante nell'ingresso alla metro, ma anche quello chiuso. A questo punto abbiamo cominciato a preoccuparci seriamente, girando nella zona senza trovare un locale aperto; intanto erano quasi le ore 21.
Stavamo rassegnandoci al fatto di dover saltare la cena, quando in Hotorget, abbiamo visto una grande scritta luminosa di colore verde: Kungshallen. Non c'era scritto ristorante, ma visto che molte persone stavano entrando, ci siamo avvicinati e dalle vetrate abbiamo scorto clienti ai tavoli che stavano cenando. Ci siamo sentiti sollevati ed anche noi siamo entrati.
Kungshallen è un locale nel quale sono riunti 15 ristoranti, ciascuno serve differenti piatti di diverse cucine. Questo ristorante può classificarsi di tipo: Americano e Caraibico, Europeo, Orientale/Pacifico. In pratica, in questo ampio locale, dislocato su due piani più una galleria e che può accogliere fino ad 800 persone, si può trovare qualsiasi cucina adatta ai propri gusti.
Kungshallen10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Clienti
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Cucina
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Servizio
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Appena entrati abbiamo visto sulla destra un Caffè/bar e sulla sinistra una Caffetteria con servizio al tavolo, ove i tavoli erano occupati da clienti che stavano cenando o semplicemente prendendo un caffè o sorseggiando un drink. In questa prima sala, molto grande, erano anche sistemati altri tavoli ove i clienti consumavano la cena e davanti a noi una galleria ove campeggiava una scritta luminosa con la scritta Sushi, certamente lassù vi era un ristorante giapponese; noi non abbiamo presa la scala per salirvi, anche perché non vado pazzo per il sushi.
Nel centro del salone, tramite una larga scalinata, si accedeva al livello inferiore e noi siamo scesi per vedere di cosa si trattava ed anche per cercare un tavolo libero. Al piano inferiore, c'era una grandissima sala, con al centro tanti tavoli per le consumazioni, mentre i banconi dei tanti ristoranti erano prospicienti le pareti.
I vari ristoranti erano tutti identificati da un nome caratteristico, ma ricordo solo quello italiano: 'Panini'. Comunque oltre Panini, ne ricordo uno asiatico, uno cinese, uno latino americano, uno libanese, uno indiano, uno scandinavo, uno tailandese, uno che serve pizza e kebab, uno messicano ed uno nord americano che serve grigliate / hamburger.
Prima di ordinare abbiamo osservato come funzionavano le ordinazioni ed abbiamo notato che molti piatti erano cucinati espressi, le patate fritte o la carne alla griglia; altri invece erano già pronti o quasi. Gli ordini erano fatti direttamente al banco del ristorante preferito e sopra ogni bancone campeggiavano le foto dei piatti ed il relativo prezzo; ciò risulta quanto mai utile per il turista che, quando ordina un piatto, è quasi sempre curioso di vedere cosa gli verrà servito. Mi ricordo che tanti anni or sono mi trovavo a Siviglia e, non ancora padrone della lingua spagnola, ordinai un piatto di 'caballa' pensando a carne della femmina di cavallo ed invece mi arrivò un piatto di pesce: erano 'sgombri'!
Il pagamento avveniva direttamente alla cassa a lato del bancone, dove venivano preparati i piatti ordinati e, appena pronti, si prendevano self-service per consumarli ad uno dei numerosi tavoli che, nonostante le tantissime persone, qualcuno era sempre libero.
Noi ci siamo indirizzati verso il ristorante libanese, non perché avessimo una predilezione particolare per quel tipo di cucina, ma perché ci sembrava che fosse quello con il minor numero di persone in attesa. Su una delle foto sopra il bancone, vedemmo un piatto 'beef steak' e ordinammo quello, per cascare sul sicuro. Generalmente viene servito un piatto unico e completo di contorno, infatti ci chiesero se volevamo riso o pasta, patate o verdure, non ricordo cosa prese mia moglie, ma io mi ritrovai con un bel piatto di riso, con patate fritte e qualche foglia di insalata, sul tutto campeggiavano tre bei medaglioni di carne. Per un toscano come me, chiamarle bistecche sarebbe troppo, ma erano tre bei pezzi di braciola (o fettine come le chiamano da qualche parte) ed anche di un discreto spessore.
Trovammo un tavolo e appena seduti, ci accorgemmo che non avevamo ordinato niente da bere; ritornando alla cassa per ordinare dell'acqua, ci dissero che potevamo prenderla alla spina ed era gratis. L'acqua era fresca, si prendeva a bicchieri e per chi non ha predilezione per bibite, birra o vino, questo fatto porta una bella economia al conto finale.
Tutto quanto servito era estremamente buono, caldo ed al giusto punto di cottura. Le porzioni erano molto abbondanti e questo piatto unico, completo di contorno, per noi costituì praticamente un primo e secondo italiano.
Terminata la cena, tornammo al piano superiore e sedemmo alla caffetteria, prendendo due dessert e due caffè espresso che, serviti al tavolo, ci sono costati complessivamente circa 14 euro, compresa la mancia. Quando siamo all'estero non siamo patiti dell'espresso, ma quello che ci servirono era abbastanza buono.
La cena invece, ci era costata complessivamente circa 19,50 euro. Abbiamo ritenuto per una cena di quella qualità, fosse un prezzo molto economico; comunque il rapporto qualità prezzo era ottimo. Nei giorni successivi, fino al giorno della partenza, vi abbiamo perciò fatto ritorno e, con più esperienza, ci siamo divertiti nel variare la scelta dei piatti; mia moglie ha ordinato perfino un calzone, che mi ha riferito era molto ben fatto. E' proprio il caso di dire che non tutto il male viene per nuocere; se avessimo trovato aperto il primo ristorante italiano, non avremmo scoperto questo simpatico locale.
Tutto l'ambiente era ordinato e pulito, il servizio di rimozione vassoi dai tavoli, lasciati liberi dai clienti, era costante. Questo locale, frequentatissimo da residenti e turisti, da giovani ed anziani, apre per pranzo ed resta aperto fino alle ore 22 e qualche giorno fino alle 23; comunque consiglio di verificare gli orari sul sito http://www.kungshallen.nu/. A chi potesse interessare, inoltre può essere utile conoscere che i piatti possono anche essere asportati. Purtroppo non ho potuto scattare foto all'interno del locale, in quanto su una vetrofania era indicato che era proibito, però mi sarebbe piaciuto tantissimo potervele far vedere.
L'interno del locale è piuttosto ben rifinito, l'arredo è quello classico svedese, semplice ed essenziale; i tavoli non hanno tovaglie, i tovaglioli sono di carta, la posateria è di acciaio, i piatti di ceramica. La clientela che frequenta il locale tiene un comportamento molto cortese ed educato, ma non è un locale noioso, anzi il contrario; insomma è un ristorante nel quale, tutto sommato, un turista ci si reca volentieri ed è piacevole consumarvi un pranzo o una cena. Il locale è adatto a tutti ad eccezione dei disabili, a motivo dell'ostacolo costituito dalle scale interne che collegano i vari livelli.
Il Kungshallen si trova in Hotorget, in Kungsgatan 44, prossimo a Sergels torg (la piazza con la fontana di cristallo), è quindi nel centro economico degli affari e dei commerci, fra i distretti Norrmalm e Ostermalm. Nella zona ci sono i grandi magazzini e tanti negozi di tendenza, musei , luoghi di ritrovo, centri culturali e di aggregazione; insomma siamo nel cuore di questa moderna metropoli. I servizi pubblici di metro e bus sono a due passi, la stazione centrale ed il Cityterminalen sono a 500 metri, quindi facilmente raggiungibile da ogni parte della città.
Trovarsi in zona e consumare una cena o un pranzo, in questo ristorante per tutti i gusti, può essere un''opportunità. Ovviamente non è un ristorante di lusso, è un ristorante di tipo economico che ritengo particolarmente adatto al turista, con un rapporto qualità-prezzo veramente eccellente.