Opinione dettagliata di conoscersi
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La Pasqua è una delle ricorrenze religiose più sentite in Sicilia e, poiché simboleggia la resurrezione e capita in primavera, nella tradizione popolare non di rado è legata ad antichi riti agrari di origine pagana, caratterizzati dal mito della nascita e della rigenerazione della natura.
San Biagio Platani, piccolo centro agricolo in provincia di Agrigento, è diventato famoso ad esempio per i suoi "archi di Pasqua".
Sono stata qui l'anno scorso in occasione di uno dei soliti tour che mi portano in giro per la mia isola... erano i primi di maggio e la Pasqua era passata da un pezzo... per cui non mi sarei mai aspettata di trovare ancora gli archi lì... a fare bella mostra di sé lungo il corso principale del paese... Sono venuta a sapere solo in seguito che la maestosa scenografia viene tenuta su sino alla quarta domenica successiva alla Pasqua... anche per far contenti i numerosi visitatori che giungono sin qui per l'occasione!
Archi di Pasqua9
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Accessibilità
Raggiungere la località per noi non è stato semplice... perché quel giorno avevamo deciso di visitare prima i comuni limitrofi... Santo Stefano di Quisquina e il suo bel santuario dedicato a S. Rosalia, Bivona, Alessandria della Rocca e Casteltermini... per cui siamo arrivati in paese che già era ora di pranzo e la fame e la stanchezza avevano preso il sopravvento... nelle nostre membra stanche!
A Voi che venite qui solo per assistere a questa manifestazione... propongo di percorrere la strada statale che da Palermo si spinge sino ad Agrigento e di uscire allo svincolo per Casteltermini. Dopo solo 17 chilometri ed una serie di curve e tornanti che attraversano colline e vallate verdeggianti, San Biagio Platani appare all'improvviso in tutto il suo splendore, adagiato com'è su un lieve declivio della valle del fiume Platani.
Appena siamo arrivati in paese è stato facile trovare posteggio... e in un attimo ci siamo trovati catapultati nel corso Umberto I... a passeggio in questo luogo insolito e arcano... sotto queste strutture alte sino a tredici metri, realizzate con materiale offerto dalla natura, quali canne, agavi, salici, rami di alloro, palme ed altri. Ogni elemento utilizzato ha il suo significato simbolico e con essi vengono rappresentati delle vere e proprie opere architettoniche, riprendendo i prospetti delle chiese... infatti dapprima si incontra la facciata di una chiesa e poi a seguire la navata e l'arco, ed infine... in fondo al viale... l'abside.
In poche parole... ne siamo rimasti affascinati!
La tradizione degli archi di Pasqua affonda le sue origini nel passato: nel '700 la popolazione si divideva nelle confraternite dei devoti della Madonna (madunnara) e dei devoti di Cristo (signurara)... divisione atavica legata ad una rivalità nata tra le due antiche confraternite del paese, quella del Santissimo Sacramento e quella del Santissimo Rosario. Queste due fazioni si sfidano ancora oggi nell'allestimento degli archi sotto i quali ha luogo la processione. Gli archi centrali posti di fronte la chiesa Madre, la domenica di Pasqua vedono l'incontro tra Gesù risorto e la Madonna.
L'atmosfera che si respira nel centro storico di San Biagio Platani è tipicamente barocca...
Passeggiando lungo il corso non si può fare a meno di lasciarsi conquistare dall'effetto suggestivo che creano le "nimpe", i lampadari artistici che pendolano dagli archi, realizzate con strutture di ferro e rivestite di datteri, palme intrecciate, fiori e pasta.
Gli archi e le strutture laterali poste lungo il viale, vengono resi ancor più belli con altri addobbi... quadri in mosaico di cereali coloratissimi, che raffigurano il volto di Gesù, della Madonna ed altri soggetti riguardanti la natura (api, pesci, fiori...), e forme di pane dette "cuddure". Quest'ultime rappresentano angeli, colombe, campane ed altri simboli della cristianità ed in passato il pane rappresentava un ex voto; difatti lo si appendeva agli archi e dopo la celebrazione veniva offerto ad amici e parenti.
Nei quadri di mosaico è facile trovare scritto (sempre con "tessere" di... legumi e cereali) qualche proverbio e detto siciliano... anche questi rimandano alla natura e alla primavera. Non a caso la festa rappresenta un tripudio vero e proprio della natura che rifiorisce... e si rinnova ogni anno!
E il grano, i cereali, i fiori, la frutta... simboleggiano proprio la rigenerazione della natura!
Il pane poi diventa al centro di questa festa religiosa, popolare e folcloristica.
Un po' tutto il paese si diletta nella preparazione di queste magnifiche strutture, e ci comincia già qualche mese prima... e la competizione culmina la notte del sabato precedente la domenica di Pasqua quando - mi è stato raccontato - le confraternite si apprestano a decorare la zona che gli compete ...con frenesia e in gran segreto!
Ai lati del corso è facile incontrare piccoli banchi in cui i ragazzi vendono delle simpatiche decorazioni fatte di pasta di pane... e con pochi euro si riesce a portare a casa un ricordo della manifestazione oltre alle tante fotografie che ovviamente non potrete fare a meno di scattare!
Fanno da cornice alla manifestazione spettacoli musicali e folkloristici e mostre d'arte, che intrattengono gli ospiti e non manca la degustazione dei prodotti tipici locali negli appositi stands allestiti per l'occasione.
L'ospitalità è di casa a San Biagio Platani e non mancano le strutture ricettive dove poter soggiornare (b&b ed agriturismi) e poter assistere a questo spettacolo unico nel suo genere anche la sera ... momento in cui mi è stato detto che è ancora più suggestivo muoversi sotto la cornice degli archi rischiarati dalla luce delle nimpe accese!