Opinione dettagliata di sergentehartman
sergentehartman(44)
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Ci sono cose che vanno viste. E' lapalissiano, se ti trovi in Italia. Come la piazza del Duomo di Pisa. Come la Piazza dei Miracoli, come volle chiamarla Gabriele D'Annunzio, colto da stupore ed ammirazione quel giorno.
Probabilmente anche lui arrivò attraversando, come farete voi, la cinta muraria, trovandovi davanti, in un sol colpo docchio, il bianco del superbo e sempiterno marmo adagiato sul verde del tappeto derba sottostante.
Certo non avrete neanche voi il problema del parcheggio, a pagamento, molto vicini alla Piazza.
Chiaramente gli occhi saranno rapiti dalla famosa Torre, anche se la piazza è riempita anche dalla Cattedrale, dal Museo delle Sinopie e dal Battistero.
Torre che grazie a gravi problemi statici, dovuti ad un male oscuro, che hanno portato a 800 anni di trepidazione per le sorti della stessa e risolti solo da pochi anni, è divenuta, unica ed irripetibile, famosa in tutto il mondo, che la torre Eiffel a confronto è un pezzo di ferro. Alto, ma pur sempre ferro.Anche se non è il caso di metterci a fare la gara a chi ce la più lungo. Il monumento.
Va da sé che non potrete fare a meno di effettuare l'ascensione della Torre. Ascensione che hanno bisogno di prenotazione e che vengono effettuate ogni mezzora. Costo 15 euro, pagabile con tutte le carte di credito del mondo occidentale. Ed asiatico. Ne è la riprova gli asiatici che pullulano nel posto.
Essa richiede un po' di impegno fisico, in quanto si tratta di una scala elicoidale che consta di trecento (dico trecento) gradini (in caso di pioggia antecedente, come nel mio caso, anche abbastanza scivolosi).
E' consentito l'uso di macchine fotografiche e videocamere a tutta randa.
Da questi edifici (monumenti, meglio) traspare la potenza e il massimo dello splendore raggiunto dalla città, con ricchezze (o bottini) necessari per edificare le suddette costruzioni che sfidano il tempo.
Piazza dei Miracoli10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Per un giorno abbandonate il nostro splendido mare, dei cafonauti o meno, o la narcolettica vita di montagna. Ne vale la pena.