Meteore, i monasteri sospesi nel cielo

E’ sufficiente imboccare la strada che penetra tra le imponenti rocce granitiche, che si innalzano solennemente dal terreno pianeggiante che le circonda, per accorgersi di essere giunti in uno dei luoghi più bizzarri che possa esistere.
Ma non è bastata la natura: l'uomo ha sapientemente esaltato l'ambiente costruendo, in modo a dir poco ardito, una serie di insediamenti monastici sulla cima dei pinnacoli. Un'opera miracolosa, un'emozione per gli occhi. Un incanto che aumenta procedendo lungo la strada, fino a giungere ai piedi del primo eremo, dove lo sguardo si perde alla ricerca degli angoli più suggestivi. Ed ecco un altro monastero, poi un altro ancora...sbalorditivo!
Territorio

Antichi ed enormi blocchi di arenaria, erosi dal vento e dell’acqua, modellati dai terremoti e dagli agenti atmosferici, che nel corso dei millenni hanno creato un paesaggio unico e di sorprendente bellezza. Impressionante è il contrasto tra il verde alla base delle sommità e le pareti levigate dal vento che spiccano verso l’alto, e gli eremi che sembrano sospesi lassù, tra terra e cielo, apparentemente irraggiungibili. Ed invece inaccessibili non sono: vi si accede tramite scalinate scavate nella roccia, una salita mozzafiato sia per il percorso stesso, sia per la vista incredibile su tutta la vallata, che permette di ammirare pinnacoli dalle forme più singolari, che sembrano infiniti.
Ad ogni curva si apre una vista differente, un nuovo angolo incantevole, un altro riquadro per scattare una foto indimenticabile.
Ma non è ancora nulla in confronto a ciò che ci aspetta dalla sommità dell'ultima roccia dell'
Agia Triada, il più austero, l'unico dove il numero dei monaci supera quello dei turisti: il vento che soffia forte, il senso di vertigine guardando nel vuoto, la campana che suona e poi....il silenzio, la pace sembra di essere in un tempo perduto.
Ci troviamo in
Tessaglia,

remota regione nel cuore della Grecia continentale, raggiungibile non senza difficoltà dalla costa. La strada tortuosa si inerpica sulle aspre montagne, attraverso un paesaggio che ha più il sapore di Svizzera che quello di un paese mediterraneo. Verdi pascoli si alternano a fitti boschi, e sullo sfondo, le cime più alte sono ricoperte di neve fino all’inizio dell’estate. E i 200 km che separano
Igoumenitsa (punto di arrivo dei traghetti dall’Italia) da
Kalambaka, sembrano non finire mai. Ma ancora per poco, perchè la costruzione della nuova autostrada, che passa da
Ioannina e Metsovo, è quasi al termine, e la zona, a parte l’ultimo tratto, sarà raggiungibile con molte meno difficoltà.
Notizie storiche

I monasteri risalgono al XIV secolo. Con la diffusione del monacheismo, i religiosi, spinti a rifugiarsi nei luoghi più appartati, si insediarono nella vallata, occupando le numerose grotte presenti e ancor oggi visibili. Ma con l’avanzata delle incursioni delle popolazioni turche, ebbero la necessità di trovare luoghi ancor più protetti. Le cime irraggiungibili sopra i loro occhi divennero, per due motivi, la giusta ma ardua soluzione: trovare finalmente un luogo inespugnabile, e nello stesso tempo, avvicinarsi ancor di più a Dio.
Le modalità dell’impresa restano ancora avvolte nel mistero e narrate da numerose leggende.
Inizialmente, gli unici sistemi di accesso erano costituiti da lunghissime scale di corda e dagli argani, dove le persone venivano accomodate in ceste legate a precarie funi e venivano sollevate restando sospese nel vuoto per quasi mezz’ora. Alcuni di questi sono ancora in funzione per trasportare materiali e viveri e quello di
Agia Triada, seppur modificato, trasporta ancora persone.
L’atmosfera di
Meteore è unica,

e non viene scalfita nemmeno dai bus di turisti che ne invadono le mura mistiche, con la scarsa consapevolezza che si apprestano a varcare una soglia piena di sacralità, che per secoli è resistita al mondo esterno, grazie alla più completa clausura. Le porte sono aperte a tutti, ma i turisti rispettosi e silenziosi sono quelli più graditi. E solo con un turismo responsabile sarà possibile conservare un patrimonio, fatto di tradizione e saggezza, che al contrario andrebbe inesorabilmente perduto.
Organizzare una visita
Punto di partenza per la visita della zona sono i paesi di
Kalambaka e
Kastraki, costruiti a ridosso delle
Meteore.
Da qui parte la strada tortuosa di circa 10 chilometri che attraversa l'intera area e permette di raggiungere tutti e sei i monasteri visitabili, mentre altri sono ormai in rovina.
Il costo d'ingresso singolo è di € 2. Essendo luoghi sacri, è vietato l’ingresso con pantaloni e gonne sopra al ginocchio, ma all’entrata sono a disposizione dei teli per coprire le parti scoperte. La salita non è molto faticosa e si impiegano all'incirca 10 minuti per ognuno. Ma tutto dipende dal caldo, che in estate può essere veramente torrido.

Ogni comunità è costituita dalla katholikon (chiesa), dal cortile, dal chiostro, dal refettorio e dalle celle dei monaci (non visitabili perchè attualmente abitate).
Nei cortili sono visibili le silandre, una specie di campana in legno, che viene suonata con un martello all’inizio dei riti religiosi.
Entrare in questo piccolo mondo segreto è un’esperienza ed un’emozione indimenticabile, non solo per l’ineguagliabile panorama e per il paesaggio fiabesco, ma anche per la pregevolezza degli ambienti, fatti di minuscole ma ricche e decorate cappelle ortodosse, impreziosite da affreschi e antichi manoscritti, pregevoli icone, preziosi crocefissi, monaci dalle lunghe barbe in meditazione.
Per apprezzare nel modo migliore la serenità all’interno degli eremi, è indispensabile programmare la visita nelle prime ore del mattino, quando i gruppi di visitatori non sono ancora partiti.
I Monasteri

Il primo monastero che si incontra è il
Moni Rousanou, forse la costruzione più spettacolare, in quanto occupa interamente la superficie della vetta.
La strada prosegue fino ad un bivio: svoltando a sinistra si arriva al
Moni-Megalou Meteoru, il più visitato e senza dubbio il più ricco della zona. Costruito sull’altura più alta, ad un'altezza di oltre 600 metri, presenta una katholikon, la principale, ricchissima di decorazioni e altre tre chiese minori, oltre alle cantine che custodiscono gli antichi attrezzi da lavoro utilizzati dai monaci e l’antica torre con l’argano. Di notevole interesse è la Chiesa della Trasfigurazione, un autentico capolavoro dell’arte bizantina, che vanta splendidi affreschi, oltre al trono episcopale in legno con figure in madreperla.
Dal cortile si può godere di una vista impareggiabile, con il
Moni Varlaam che si innalza proprio ai nostri piedi, al quale si accede tramite una larga e spettacolare scalinata scavata letteralmente sul fianco della montagna.
Ritornando al bivio e proseguendo dalla parte opposta, si raggiunge sulla destra, un breve sentiero che porta ad un punto panoramico incantevole: qui siamo proprio in cima ad un pinnacolo, e l'ultima roccia è posta senza alcuna protezione a strapiombo sulla vallata da capogiro. La vista a 360° è a dir poco emozionante: si distinguono cinque monasteri in fila e le guglie più incredibili di tutta la zona.

Poco oltre,
Agias Triados è assolutamente imperdibile perchè, essendo il meno visitato, conserva l'aspetto tranquillo e austero di una volta.
Inoltre offre la veduta più spettacolare della valle, a strapiombo sulla sottostante Kalambaka.
L'ultimo che si incontra, al termine della strada, è
Agiou Stefanou, uno dei più grandi e visitati e che ospita un ordine di monache, ma qui sembra ormai di essere tornati alla modernità. L’accesso, molto caratteristico, avviene tramite un ponte sospeso che collega due rocce distinte.
Anche se tutte le comunità sono visitabili in giornata, risulta meno faticoso dividere la visita in due giorni. Inoltre, alcune di esse osservano un giorno di chiusura a settimana a rotazione, per cui si troverà almeno un monastero chiuso nella stessa giornata.
Kalambaka e Kastraki, la cucina
Per il pernottamento si può scegliere tra
Kalambaka e
Kastraki, praticamente confinanti. La prima località offre più scelta di hotels, la seconda è in una posizione ancor più spettacolare e vi si trovano molti b&b, camere in affitto e ristoranti eleganti. Per cenare ci sono anche molte convenienti taverne, dove scoprire i segreti della cucina tipica greca. Si può partire dai mezédes, antipasti serviti nei modi più svariati, per proseguire con carni alla griglia, che in
Tessaglia rappresentano la specialità più diffusa, unite a piatti come il porcellino e l’agnello allo spiedo, oltre agli immancabili Souvlákia, i caratteristici spiedini ai ferri. Per concludere con il Metsovóne, tipico formaggio della vicina cittadina di
Metsovo.

Per il dopo cena, qualche locale in centro non manca, ma a
Meteore non si viene certo per la vita notturna. Il consiglio è quello di abbandonare suoni e rumori e di tornare lassù, sedersi su una roccia ed attendere uno dei tramonti più indimenticabili: i turisti hanno terminato la loro visita, il silenzio è padrone, il sole scende lentamente dietro al pinnacolo più alto, illuminando l'ultimo monastero.
Il suono delle campane riecheggia nella vallata, richiamando i monaci all’ultima preghiera.
Quella che ci appare davanti, è esattamente la stessa immagine di 700 anni fa.
Forse, chiudendo gli occhi per un istante, e riaprendoli lentamente, potremo dire di aver scoperto il segreto della macchina del tempo...
Dormire e mangiare

Per dormire:
Hotel
Orfeas, ottimo 3 stelle, lobby elegante, enorme piscina per rinfrescarsi nei torridi pomeriggi, camere molto grandi, buona colazione. Prezzo camera doppia circa € 70 in media stagione, (www.hotel-orfeas.gr)
Dove mangiare:
infinite possibilità sia a
Kalambaka, dove si trovano moltissime taverne, che a Kastraki, con ristoranti più caratteristici e costosi.
Archontariki (Kalambaka), specialità carni alla griglia e agnello cucinato in vari modi