Opinione dettagliata di ontheroad
ontheroad(38)
cuneo, Italia94%
La Valle D'Aosta è ricca di castelli, molti di questi sono perfettamente conservati e visitabili all'interno, attraverso visite guidate che ne illustrano gli aspetti storici e ne mostrano le peculiarità architettoniche e artistiche. E il castello di Issogne, non può mancare in un tour dei castelli valdostani.
Il parcheggio più comodo che troverete è quello a ridosso del castello stesso, grande e gratuito vi permetterà di usufruire di alcuni servizi essenziali (acqua, bagni, panchine) se avete programmato un pic nic tra un castello e l'altro.
E poi via, a fare la coda dei biglietti, nell'ufficio turistico che troverete nell'ala destra del giardino del castello. I castelli della Valle d'Aosta, almeno quelli che ho visitato io negli ultimi mesi, hanno sempre utilizzato le stesse tariffe che prevedono il pagamento di un biglietto di 5 euro per gli adulti mentre le visite per i bambini sono gratuite, evviva la politica famigliare della Valle D'Aosta insomma che rende veramente accessibile e gradevole un tour dei castelli nella regione.
Castello di Issogne10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Architettura
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Stato
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Significato storico
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L'edificio, a dire il vero, non sembra propriamente un castello, ricorda di più una villa nobile, un palazzo signorile, un edificio sicuramente dal profilo civile e non spiccatamente militare, e in effetti il palazzo è stata una residenza principale nella quale la famiglia dei Challant ha vissuto in pianta stabile per numerose generazioni, rappresentando quindi un fulcro vitale nell'economia e nella vita politica locale.
La storia racconta che fu Giorgio di Challant, priore di S. Orso, a ristrutturare l'edificio per renderlo idoneo ad accogliere la cugina Margherita de la Chambre e i figli, assumendo sempre più l'aspetto di edificio importante parallelamente al ruolo della famiglia.
Una delle cose che più colpiscono, visitando il castello, è il fatto che le pareti, sia quelle raffiguranti affreschi sia quelle bianche, siano completamente ricoperte da scritte e incisioni di ogni tipo, la tradizione dell'accoglienza del castello, infatti, permetteva (anzi, invitava) gli ospiti a lasciare un cenno del proprio passaggio riportando frasi, disegni e firme, e queste incisioni di ogni tipo, dal sacro più elevato all'osceno più profano, si sono alternate, una di fianco all'altra, rendendo in un certo senso "vivo" il luogo, animato ancora oggi dal passaggio delle tante persone che, evidentemente, hanno potuto goderne dell'ospitalità.
All'interno del cortile interno si trova una fontana, piuttosto famosa, con un albero di melograno in ferro battuto.
Gli ambienti visitabili del piano terreno sono l'androne e il porticato, tutti finemente affrescati con scene di vita quotidiana che dimostravano la ricchezza e la tolleranza dei padroni di casa, la sala da pranzo, dove si possono ammirare mobili ricostruiti identici agli originali e la cucina, imponente e divisa in due parti da una cancellata perchè anche all'interno della servitù dell'epoca vigeva, evidentemente, una certa casta per cui non si potevano confondere troppo i ruoli.
Enormi i camini, imponenti e massicci lasciano ben capire la battaglia costante per rendere vivibili i lunghi inverni e accoglienti le sale del castello.
Salendo al primo piano si possono ammirare poi le varie camere da letto, alcune austere e più piccole, altre decisamente grandi e importanti,il salone e la cappella, luogo dedicato alla preghiera e alla venerazione. Ridiscendendo poi, seguendo la guida che illustrava la storia del castello, si visita la stanza delle Armi, una delle stanze più grandi e di rappresentanza.
Il castello è sicuramente bello da vedere, splendidamente conservato offre la possibilità di immergersi, anche grazie all'aiuto della guida (anzi, del custode, perchè la gentile e compentente signora che ci ha accompagnati tra le stanze ha precisato che il suo ruolo era fondamentalmente quello di custode) che ha saputo fornire tutte le informazioni necessarie per poter ricostruire la vita sociale e culturale dell'epoca.
E ora... in conclusione... perchè castello dei sogni? Perchè il castello di Issogne, dopo innumerevoli traversie, passaggi di proprietà, periodi di fama e declini, ha potuto ricominciare a "vivere" e splendere grazie al pittore Vittorio Avondo, un uomo che amava i sogni e che nell'opera di acquisto e restauro del castello investì tutti i suoi averi e tutte le sue energie per farlo tornare ad essere quello che ricordava essere un luogo della sua infanzia, un luogo culturalmente fervido, vivace, un castello dove tutti, principi e popolani, potessero per un giorno entrare e sognare di essere a casa