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In questa zona, rivive l'usanza del "Beis", che contiene numerosi elementi dionisiaci ed ha un carattere satirico. Il "Beis" è un uomo maturo con baffi, che indossa una "pelliccia", truccato, con molto fard sulle guance, pieno di ciondoli, sul capo un fez di colore nero, stivali, e che ha in mano un bastone, delle pistole ed un narghilè (pipa turca). In questa rappresentazione, si satireggia la dominazione turca e la miseria di quell'epoca.
Prima di tutti arriva il banditore, segue la guardia
[di più]In questa zona, rivive l'usanza del "Beis", che contiene numerosi elementi dionisiaci ed ha un carattere satirico. Il "Beis" è un uomo maturo con baffi, che indossa una "pelliccia", truccato, con molto fard sulle guance, pieno di ciondoli, sul capo un fez di colore nero, stivali, e che ha in mano un bastone, delle pistole ed un narghilè (pipa turca). In questa rappresentazione, si satireggia la dominazione turca e la miseria di quell'epoca.
Prima di tutti arriva il banditore, segue la guardia del "Beis", cioè i suoi poliziotti e poi lo stesso "Beis", la corte ed i contadini che rappresentano i lavori agricoli dell'epoca. Per il travestimento di quasi tutte queste persone, si utilizzano abiti non più alla moda ma anche tanta fantasia. Dopo aver terminato il giro del "Beis", i contadini cominciano a lavorare la terra (aratura, semina). Segue la corsa degli asini e la lotta romana. Al termine della lotta romana, a Messochori, la gente si raccoglie nelle trattorie ed insieme a tutte le persone che hanno partecipato a questa manifestazione, beve e si diverte con la musica di strumenti tradizionali del luogo.
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