Opinione dettagliata di barbaraaa
barbaraaa(36)
Monza, Italia99%
Crispiano è un paesino dell'entroterra tarantino in cui, dal punto di vista turistico, c'è pressoché il nulla assoluto: pochi abitanti, case di recente fabbricazione e nessun monumento di particolare rilievo.
In compenso tantissimi posti dove si mangia bene nei quali si riversa molto spesso la clientela di Taranto e provincia, soprattutto quella desiderosa di mangiare buona carne (la gastronomia pugliese si divide in due zone: quella a forte influenza marittima, sulle coste, per la quale si mangiano tutti i frutti di mare di ogni genere e tipo, e quella a base carnivora, più diffusa nell'entroterra, per la quale si mangiano prodotti di tipo animale di ottima fattura).
Per una persona che non ama particolarmente la carne come me, Crispiano non appare quindi il posto ideale dove andare a cena.
E invece nella gran quantità di ristoranti presenti in loco (forse addirittura superiori in numero agli abitanti del paese!) ce n'è uno che mi ha sempre particolarmente attratta e incantata: il ristorante arabo, unico in zona (penso proprio unico in Puglia).
La prima volta che ci siamo andati siamo stati spinti soltanto dalla mia irrefrenabile curiosità nel conoscere ogni tipo di cucina estera, anche se non posso recarmi nel posto in cui la stessa è di casa.
L'incontro è stato molto piacevole quindi, successivamente, ci siamo tornati volentieri.
El Karnak10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Clienti
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Cucina
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Servizio
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El Karnak è un ristorante nel centro storico di Crispiano che si prefigge come finalità quella di creare un connubio tra la cucina occidentale e quella africana, araba in particolare.
E infatti a El Karnak vengono serviti piatti di cucina fusion, carni locali cucinate secondo ricette orientali, ricette a base di cus cus, insalate di vario tipo, antipasti, piatti tipicamente arabi (in particolare preparati secondo ricette egiziane e marocchine) oltre che piatti della cucina italiana.
Ad onor del vero i piatti della cucina locale pugliese e italiana in genere sono in quantità molto superiore a quelli della gastronomia araba, ma penso questa sia stata una scelta di marketing: dalle nostre parti i ristoranti etnici non sono molto diffusi, in alcuni casi neanche molto ben visti (quando dico ai miei amici che sono andata in un ristorante etnico fanno certe facce schifate...!!!), quindi magari il locale cerca di accontentare la poco-sperimentale clientela della zona, attirandola con delle pietanze più "tranquille" rispetto a cibi molto speziati o particolari.
Io (ovviamente!!!) ho voluto provare piatti arabi e sono rimasta colpita piacevolmente: roba buona, fresca, saporita e... commestibile!!!
Nel locale sono disponibili numerose qualità di the neri e verdi, oltre che svariate tisane.
Ma, anche se è un po' insensato dirlo, non credo che la cucina sia l'aspetto caratteristico di questo locale: su quattro pagine di menù solo una è di cucina araba, per di più molto "occidentalizzata" con prodotti nostrani (se riesco ad immaginare che nel mondo arabo mangino bruschette con salsa di ceci, mi riesce più difficile pensare al sultano del Brunei che pranza con delle pugliesissime fave e verdura!!!!!!).
Quello che mi ha attratta subito del locale è la sua architettura e la sua atmosfera: meriterebbe una visita anche senza cenare per quanto è incantevole!!!
L'accesso sul livello stradale del centro di Crispiano (facilmente raggiungibile mediante il TomTom, ma non ricordo di aver visto indicazioni stradali... anche se Crispiano è davvero un buco quindi non ci si può perdere: basta domandare e chiunque saprà indirizzare al luogo in questione), permette di accedere ad una "hall" nella quale si viene accolti dal personale e in cui ci sono tavolini in legno con sedie etniche per gustare tisane e un bancone dietro al quale il personale ha la sua "base operativa".
Si viene condotti immediatamente per delle scalette che portano alle varie sale disposte su più piani sfalzati tra loro. Penso che il locale sia stato ricavato dai tipici anfratti calcarei che, sotto forma di grotte, fungevano da abitazioni molti anni fa in queste zone della carsica Puglia.
In ogni saletta ci sono tavoli e arredi di vario tipo.
Nella sala del piano inferiore tavoli e sedie quasi "classici" da ristorante anche se ricercati e particolari nel design, accompagnati da comode panche imbottite a mo' di divanetti.
Nelle salette intermedie possibilità di mangiare su tavoli fortemente orientali: bassi, che consentono di mangiare seduti a terra, adagiati su vari cuscini che appaiono molto comodi... ma paranoica come sono sull'igiene, non ho voluto testarli!!!
Per concludere in un particolarissimo "privè", ossia una stanzetta riservata a cui si accede mediante poche scalette poste nell'ultima sala del locale: qui un grande tavolo basso, possibilità di mangiare seduti a terra, con un arredamento molto stile arabo, curato più che nelle altre stanze, oltre che un senso di privacy davvero intrigante.
Tutte le sale sono allestite con lampadari, arredi, tendaggi, paraventi che separano i tavoli e tovaglie di stile arabo, particolarmente curato e ricercato: davvero molto bello e particolare da vedere.
I clienti del locale sono di vari tipi: da chi osa sperimentare, a chi ordina la classica carne crispianese. In ogni caso c'è una bella atmosfera sottolineata da musica orientaleggiante, che rende ancora più palpabile l'atmosfera da harem nel deserto!
La prima volta che siamo stati in questo locale c'è stato anche un tocco aggiuntivo particolare: un cameriere a cui sembrava mancasse soltanto il turbante e il cammello per come era mediorientale nella fisionomia e nei lineamenti.
Simpaticissimo e molto loquace ci ha descritto particolarità della cucina araba originale e di quella riportata nel locale, raccontandoci vari aneddoti.
Per tutto il tempo che è stato con noi abbiamo pensato che parlava un italiano davvero fluente e che i suoi racconti erano interessanti in quanto vissuti in prima persona.
Alla fine, pure a costo di sembrare un po' razzisti con l'extracomunitario, gliel'abbiamo chiesto di dove fosse, come mai lavorasse a Crispiano e robe simili.
Ci ha risposto che è... di Martina Franca (comune del tarantino distante pochissimi chilometri da Crispiano)!!!!! Solo aveva lavorato tantissimi anni in un villaggio in Egitto quindi aveva acquisito moltissimo della cultura del luogo, essendone curioso e interessato... oltre ad avere un aspetto fisico molto mediorientale...
Non gli abbiamo detto nulla dei nostri pensieri, altrimenti che figura!!!!!!!!!!!
L'ultima volta che siamo stati al ristorante arabo invece, il finto-arabo non c'era: ci ha serviti un ragazzo molto giovane forse appena uscito dall'Istituto Alberghiero presente nel paesino... ci ha cambiato di posto le posate, indeciso su come disporle, almeno tre volte di seguito... poverino!!!!
In ogni caso il personale è gentile e "ammaestrato" a fornire dettagli sulle pietanze e sugli ingredienti che le compongono, che vengono servite in bellissimi piatti da portata molto decorati e disposte in sapientissimo modo coreografico al punto che sembra un peccato mangiarle per quanto sono carine da vedere.
Mangiando degli antipasti (abbondantissimi e molto diversificati) e un primo a testa abbiamo speso orientativamente quanto spendiamo di solito in pizzeria: quindi un rapporto prezzo/qualità davvero ottimo se paragonato alla possibilità di cenare in un modo insolito e in un ambiente davvero affascinante.