Quando sono lontano dalla quotidianità, per me la vita si tinge di colori che hanno come sfumature quelle della curiosità con tonalità accese per scoprire posti nuovi,aromi di vacanza,perché ogni momento deve essere per la mia persona una parentesi davvero indimenticabilequalcosa da chiudere nel cassetto destinato ai ricordi da aprire durante le fredde e nevose giornate d’inverno,che qui dura a lungo e per il resto dell’anno lavorativo,in cui è difficile potersi concedere pause che ritemprano dallo stress e dalla stanchezza.
Quest’anno,ho deciso di portare i miei bambini a conoscere altre cittadine nascoste a nord della Francia,posti che io ho già vissuto ci andavo spesso con i miei nonni, e con i miei genitori quando entrambi potevano,ma soprattutto,quando mio padre poteva concedersi una breve pausa lontano dalla caserma. Sono stati anni in cui ho imparato a guardare la natura con i miei occhi e non con quelli di cui mi veniva raccontata,ho vissuto questi luoghi con la pazienza di vederli trasformarsi e abbellirsi,ma non ho mai dimenticato la semplicità di questa parte di mondo che mi ha vista nascere.
Questa volta ci torno con i miei figli, e anche se loro non ricordano molto perché ci siamo sempre fermati per breve tempo lasciandoci dietro tutta la magia che non siamo riusciti a cogliere che invece oggi siamo riusciti a catturare appieno,con entusiasmo e gli occhi pieni di bellezze che è il nostro bagaglio di esperienza,che un viaggiatore anche se in erba come noi deve assolutamente racchiudere nel cuore.
Dopo essere tornata nella mia città natale (Le Havre) in alta Normandia,ci siamo rilassati per qualche giorno senza dispendio di energie inutili,ma abbiamo solo girovagato alla ricerca della nuova quotidianità che per qualche tempo diventa la nuova esistenza, per poi definire tutti insieme un programma adatto ad offrirci poco spreco di tempo, ma con molte occasioni di visita alle bellezze del posto, che abbondano senza risparmiarci stupore e assoluta tranquillità emotiva,questo è quel regalo che da tempo volevo concedermi e concedere ai miei bambini senza limitazioni di distanze limitrofi.
Le nostre vacanze, non sono solo piacere di condividere più tempo insieme, ma è anche assecondare il bisogno di percepire l’importanza della scoperta, è il desiderio di raccontare come il proprio essere percepisce il suono di un luogo, la luce e la varietà di interessi che propone.
Un viaggio è adattamento a ciò che viene offerto,è integrarsi con l’ambiente circostante,è rispettare le biodiversità del sistema senza stravolgere tutto per stare meglio e fare meno fatica nel contesto che stiamo vivendo.
Qui inizia il nostro viaggio,e con noi vorremo portarvi almeno per qualche istante!
La partenza.
E’quasi la fine del giorno,quando lasciamo la Valle D’Aosta.Vallate verdi di una folta chioma brulicante di vita notturna ci tiene compagnia nelle ultime ore che ci separano dal nostro sospirato viaggio. Un tiepido vento scompiglia i capelli dei bambini, che vestiti tutti e tre di un caldo color savana ridono felici per l’imminente partenza ed io non posso che assecondarli perché trepidante come loro mi accingo a non dimenticare nulla.
Consuelo è la prima che si accomoda sui sedili,tralasciando il resto che poco le interessa,poi anche le mie altre due creature vengono sistemate a bordo,che bello vederli sorridere, anche quando sono silenziosi,non è raro ma mi sembra ancora più bello sotto questa luce che al tramonto tinge i loro visi di una bella luce rosea.
Il cancello con un gran tonfo si chiude, e noi presto cominciamo il nostro cammino che dopo curve e curve immettono la vettura nella provinciale che porta ad Aosta.Non ci voltiamo mai. Ma con un piccolo pensiero rivolto a quella casa, ci congediamo con un arrivederci!
La Francia e l’alta Normandia è la nostra meta, torniamo a casa di rado ma
Fotografie per Alvernia
Alvernia..sappiamo molto bene che quello è il nostro punto di riferimento,un punto da cui la nostra vita e iniziata per poi snodarsi come un serpentone a tappe in Italia.Non abbiamo fretta di arrivare a destinazione,vogliamo assaporare ogni istante perché rimanga con noi a lungo.
Il primo autogrill.
La prima nostra tappa mentre i bambini ormai si sono assopiti in un dolce sonno è un affollato autogrill, chiassoso con antistante un parcheggio dove vetture provenienti da tutta Europa, stazionano con corpi dormienti, mentre all’ interno per gustarsi un caffè o un semplice snack si è come formiche laboriose,io ho voglia di gelato ma la lunga coda che mi aspetta davanti alla cassa, è interminabile così decido di uscire senza assecondare la mia voglia di dolcezza
peccato però il pensiero non mi abbandona,anzi.
La vettura, senza indugi viene rifornita al massimo di carburante,per un po’ avremo autonomia di circa 100 litri e in poco tempo sembra un leone che ruggisce nella pace notturna, e noi ancora in viaggio pellegrini del nostro silenzioso cielo.
Sono lunghe le ore, interminabili kilometri in cui oltrepassiamo molte zone della Francia,cittadine piccoli centri e sperduti paesini che anche con poche luci,riescono a stupirmi per la loro semplice bellezza.
A volte mi sembra di essere in viaggio da un intera esistenza,eppure le tappe della mia vita sono nitide,con soste ben definitefaremo sosta,da una famiglia Italiana trapiantata a Clermont-Ferrand per due soli giorni,e l’idea di fermarmi per ritemprarmi un po’ certo mi alletta e mi lusinga non poco, soprattutto per la possibilità di farmi una doccia rinfrescante anche se in macchina siamo a 24 gradi e fuori 31
Un appunto sul capoluogo dell’Alvernia.
Clermont-Ferrand è situata in una zona forse meno conosciuta di altre,ma secondo me non priva di interessi L’Alvernia. E’una regione dove il verde non manca,anzi direi che abbonda di ossigeno che scaturisce da questi grandi spazi che l’uomo non è ancora riuscito a modellare a sua immagine e somiglianza,è ancora il frutto della creazione della natura questa parte poco rinomata,perché la regione dell’Alvernia se vogliamo è ancora in fase di scoperta come meta turistica.
Adiacente alla città di Clermont-Ferrand sorgono parchi,dove è possibile passare un week end all’ombra del vulcano più alto della catena dei Puys 1465 mt da cui è sorprendente la vista! In estate è possibile con una navetta un percorso in cui il turista può davvero immergersi in una natura davvero particolare,che non lascia delusi,un oasi grandissima in cui il tempo sembra essersi fermato.
Qui è anche possibile incontrare i temerari dell’aria,e del parapendio o chi ama il deltaplano.
E’ molto varia come regione,il suo capoluogo nel suo centro è colmo di eleganti dimore storiche,con annessi anche piccole tracce di modernità commerciale come le grandi boutiques,locali in cui si ritrovano i giovani della posto per la movida notturna,e per chi ama invece la classica passeggiata all’insegna del romanticismo è immancabile una visita a place de jaude,dove è ubicata la statua di Vergingetorice realizzata dal grande artista Bertholdi,qui siamo nel cuore pulsante di ciò che la Clermont più classica offre.
A noi la città appare appena visibile appena sfiorata dagli occhi stanchi dal viaggio ma è impossibile non ammirare in lontananza la cattedrale in stile gotico con i suoi colori fulvi che si protrae verso il cielo maestosa e bella,una creazione datata nel tempo certo, e frutto di menti succedutesi una dopo l’altra che avevano tutti qualcosa in comune la genialità.
Poco lontano invece una ruota panoramica e vicino l’ombra di una varietà immensa di costruzioni create in epoche diverse, che con le loro finestre nella notte sembrano occhi curiosi sullo skyline cittadino.
E’una città che vive sulle sue contraddizioni, visibili ad occhio nudo,un miscuglio di stili che non creano disturbo allo sguardo,una varietà che si alterna senza togliere fascino a ciò che ostenta questa città nelle immediate vicinanze.
E’qui lo sguardo perde in tanto verde da togliere il fiato lasciando il visitatore quasi spiazzato.
Un piccolo spunto su una città sorprendente.
Un area in cui sorgono eleganti alberghi,per offrire al turista il regalo di un respiro d’ossigeno senza allontanarsi troppo dalla brulicante vita se è quello che si cerca.
E’ come un cuore che pulsa velocemente la città,per poi arrestarsi e riprendere vita con un ritmo più calmo.
Noi siamo leggermente spostati come ubicazione,un piccolo angolo di paradiso chiamato Royat nei pressi della città,lontano dal capoluogo circa 3 km ma abbastanza per evitare rumori e traffico che imprigiona tutti i giorni i pendolari che dai centri poco distanti,si riversano nel capoluogo sempre affollato.
E’qui che qualcosa di magico attira la mia attenzione,qualcosa di indefinibile che non saprei spiegarvi,eppure quel posto non è mai stato tra le mie mete vacanziere,ma è come ci fossi vissuta da sempre
prati verdi, alberi e qualche campeggio che comincia ad animarsi,le acque delle piscine limpide tremolanti per il vento leggero e molto di più perché qui ritroviamo pace.
Due giorni,sono pochi per poter scoprire qualcosa di particolare in una città,io però non mi sono persa d’animo e come molti altri turisti mi sono lasciata inebriare da una costruzione in pietra lavica nerauna cattedrale di Notre Dame de l’Assomption a cui non rende giustizia l’ubicazione,ma che con estrema eleganza prevale su un paesaggio piatto formato da tetti di case che sembrano modellarsi come un puzzle e lei dalla sua altezza domina il tutto come una dama scura.
Entrando ci si imbatte subito in un spazio dove sembra impossibile che tante colonne altissime abbiano trovato dimora,vetrate colorate danno luce,a tanta oscurità data dalla severità degli arredi sacri, impressionante è l’altezza di queste colonne che sembrano braccia rivolte al cielo.
La costruzione è stata eretta in più periodi,dal 1248 e si sono succeduti i vari cambiamenti anche negli arredi sacri e nello sviluppo architettonico.
E’guardiana di 16 cappelle più’ il coro, una meraviglia tra le meraviglie introdotta come patrimonio dell’unesco è non è difficile capirne le ragioni.
E’ stupefacente con quanta maestria, si siano prodigati per dare alla bellissima cattedrale un aspetto misterioso,con l’unico punto luce che la rende una stella nella sua interna oscurità,le molteplici sferzate di luce che provengono dai vetri colorati posti dietro le navate centrali.
Anche oggi le pie dame devote, raccolte in piccoli gruppi lasciano con un sorriso commosso la messa appena terminata, e mi chiedo se l’oscurità di un edificio così tetro riesce a fare sbocciare un sorriso,nei visi dei fedeli, la luce del sole che illumina la città è l’unico elemento del creatore che rende la vita davvero così pulsante ai miei occhi.
Oltre il gran portone una folla di turisti,immortala immagini che porterà con se visi e scorci di panorama,venditori di caramelle e di bibite si alternano a piccole strutture che offrono fiori freschissimi e profumati,io di buon ora ho un languorino che mi perseguita,così decido di bere un cappuccino,senza pensare che in Francia ahimè non è facile degustare la tipica bevanda italiana con lo stesso aroma e gusto,qui sembra prevalere una miscela di caffè latte con il doppio dell’acqua dentroper me imbevibile.
Così persuasa, decido per gustarmi un dolce alle mele che riempie la mia persona con una bomba di caloriesquisita ancora tiepida di forno! Poi senza fretta e con i miei bimbi curiosi, ci dirigiamo verso una zona in cui possiamo riprenderci dalla stanchezza e dal tanto sole in un angolo di città in cui l’ossigeno arriva ai polmoni come un getto improvviso e salutare.
Clermont-Ferrand non è una città in cui si decide si passare le vacanze,è una città che come tante offre spunti per trarne solo qualche giorno di permanenza,una visita però è d’obbligo per gli amanti del cinema,infatti qui nel mese di febbraio si svolge una delle più importanti manifestazioni dedicata ai cortometraggi in lingua originale ,e precisamente al Cinefàc dove i film sono proprio preceduti da cortometraggi inediti! Anche nel mese di giugno però si può assistere ad un evento bellissimo, feste tradizionali per più giorni in stile medioevale tra cavalieri e signori di corte in perfetta armpnia con i gioielli del luogo o molti castelli presenti,con un finale di grande sfarzo fuochi d’artificio che riempiono l’oscurità di un luccicante sfavillio.
Una fermata per il pranzo prima di ripartire per il nord.
Sono ore intense per noi,camminiamo senza sosta vogliamo colme il senso della vista di tutto quello che è possibilee progettare anche un bel pranzo in un ristorante del posto prima di continuare il nostro viaggio verso nord e verso Le Havre dove ci aspettano lunghi giorni di riposo.
Non è facile decidere dove fermarsi per pranzo,una varietà di locali offre cibo e spazi in cui possiamo accomodarci,ma uno prevale su tutto!
Decidiamo un luogo appena fuori città un ristorante immerso nel verde con una splendida vista da una grande terrazza sulla valle Sianne. Nei pressi una piccola chiesa che domina sul restante e piccole cascate regalano la sensazione di fresco dalla calura opprimente, e ci si immerge volentieri nella scoperta del menù variegato.
Qui è possibile degustare cibi tipici o della cucina internazionale,e visto che in programma si è deciso per quelli tipici non ci perdiamo in chiacchere decidendo portate semplici e soprattutto leggere per poi continuare il nostro viaggio.
Questo locale è situato nel comune di Auriac Egliseè una manciata di abitanti tra due centri limitrofi a Clermont-Ferrand Blesle a 8 km e Massiac a 10 zona completamente immersa nella natura.
Arrivati un comodo parcheggio interno ci ospita,e subito dopo due camerieri gentili ci chiedono in quale zona del ristorante vogliamo consumare i pasti,nonostante i molti turisti sulla terrazza,troviamo spazio per poterci accomodare,senza alcun indugio.
L’ambiente è sobrio,ma raffinatamente curato,piccoli tavoli quadrati con tovagline candide a proteggere il capo dal sole mini ombrelloni bianchi,e seggiole in legno che sembrano balocchi,poi dalle mani della cameriera giovane e sorridente ci vengono consegnati i menù tre per la nostra tavola che ospita 6 adulti e 3 bambini,vasta scelta di piatti invitanti ,ma ci fermiamo per comodità a secondi e contorni, in particolare io mi soffermo su una frittata di patate con glassa di noci,e verdure stufate con salsa,mentre gli altri ospiti a grigliate di scampi e bouillabaisse,che non è altro che zuppa alla marsigliese anche se non è tipicamente della zona ma come in molti ristoranti servita come alternativa
per la sua bontà almeno così dicono,poi anche arrosto di vitello in crosta con patate novelle e salsa roquefort,mentre i miei bimbi, puntano il tutto in patatine e coca cola!viene servito con le portate un fresco bianco ma anche acqua per chi poi deve riprendere la guida.
Immancabile a fine pasto per tradizione una fettina di formaggio prodotto nella zona a discapito dei dolci,un assaggio offerto dalla casa per promuovere i prodotti locali,che abbondano anche in una vetrina all’interno con molta varietà. Anche questa è tradizione. A fine pasto siamo curiosi di ammirare il panorama da una diversa angolazione,e ci accorgiamo solo adesso che quello che la vista ci regala è un immensa distesa di verde dalle tonalità diverse come se un pittore avesse
dato estro,alla sua delicata follia...
E’quasi ora di ripartire per noi,continuare il nostro percorso verso Le Havre non faremo altre soste così lunghe,ma brevi pause in cui potremo rifocillarci di una sferzata di ossigeno,e qualche bicchiere d’acqua,i bambini sono entusiasti ormai sazi di verde blu,e cibo che li ha resi persino più allegri!
Salutiamo Pierpaolo e Cinzia, i nostri amici e compagni in questi due giorni anche loro un poco stanchi hanno desiderio di ritornare a casa,e ci abbracciano strappandoci una promessa! In inverno tornate!!! Chissàio in questo momento sono proiettata solo sul presente,travolta da ritmi da cui riesco appena a percepirne l’andatura ma non escludo nulla.
Arrivederci è la parola che esce dalle nostre labbra e mentre riprendiamo il cammino,un desiderio fa capolino...un caffè italiano!
Cassandre.