Opinione dettagliata di coccio
coccio
Pievebovigliana, Italia99%
Se qualche tempo fa ho parlato di Civitella del Tronto non potevo non farlo per le Gole del Salinello. Infatti la visita di questi due posti mi è rimasta veramente nel cuore. Già da alcuni anni ho trovato questa attrattiva in molti depliant turistici e in particolare sui percorsi da trekking. Essendo ad Alba Adriatica non potevo farmi scappare questa occasione. Praticamente le Gole si trovano in provincia di Teramo al confine tra Marche ed Abruzzo all'interno del Parco Nazionale dal Gran Sasso e Monti della Laga, Questo posto si raggiunge da Teramo o Ascoli Piceno tramite la statale 81, oppure da Alba Adriatica (A14 uscita Val Vibrata) per la statale 259.
Dall'abitato di Civitella del Tronto si prende la statale 81 e la si segue per 2 chilometri dove si deve deviare a destra per Ripe. Dopo 3-4 km si raggiunge Ripe dove una strada sterrata a mezza costa porta ad un ampio posteggio dove si è costretti a fermarmi per iniziare la vera e propria escursione. Ad oggi in questo luogo è stata posta una sbarra, con transito a pagamento, per evitare l’ingresso indiscriminato da parte dei visitatori. Questo ha scaturito un po’ di polemiche in quanto i controlli sono presenti solo nei weekend e perciò negli altri giorni si è costretti ad effettuare un tragitto aggiuntivo a piedi.
Qualche anno fa le gole sono state chiuse per pericolo caduta massi, ma nel 2010, dopo essere state messe in sicurezza, sono tornate visitabili.
Gole del Salinello9
Valutazioni
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Una volta giunti al piazzale e parcheggiata la macchina si inizia a camminare su un largo stradone che in pochi minuti fa raggiungere l'eremo di Grotta Sant'Angelo. Praticamente molti anni fa alcuni eremiti andarono a vivere in queste grotte naturali scavate dall'acqua. Quella più grande venne adibita a chiesa dove fu costruito anche un altare. Successivamente poi, un secondo altare andò a sostituire il precedente. Le altre grotte non sono molto profonde, mentre questa è estremamente grande. Per non far rovinare il tutto è stata costruita una passerella transennata per far sì che le persone seguano il percorso guidato. Io sinceramente sono stato un po' più maldestro ed ho saltato la transenna per raggiungere una grande apertura sopra la chiesa. Da lì la vista di un paesaggio stupendo. Grande sorpresa nel vedere davanti ai miei occhi decine di rondini in volo che poi ho appurato avevano costruito i loro nidi all'interno delle rocce della chiesa. Nelle grotte più interne invece ho potuto ammirare degli splendidi pipistrelli.
Uscendo dalla grotta si riprende il sentiero e ci si dirige verso le vere e proprio gole. Seguendo una perfetta segnaletica di tanto in tanto si incontrano dei tabelloni in cui sono descritti flora, fauna, territorio e cultura di quel posto. Un modo molto carino per riposarsi è proprio quello di mettersi a leggere queste informazioni scritte in multilingue. La prima vera e propria attrattiva di questo posto è una splendida cascata riprodotta in tutte le guide turistiche. Dopo un'oretta di cammino finalmente arriviamo in questo posto e lo spettacolo è davvero indescrivibile.
Tramite un sentiero scosceso, ma non pericoloso, arriviamo ai piedi della cascata. In una giornata calda come quella non poteva esistere un posto più fresco. Minuscoli schizzi d'acqua rinfrescavano i nostri corpi sudati. Ne abbiamo approfittato per riposarci e mangiare un panino. Il rumore della cascata, l'eco della vallata e il cinguettio degli uccelli... un paradiso che consiglio a tutti per liberarsi dai pensieri e dalla frenesia di tutti i giorni.
Scattate alcune foto si risale fino a riprendere il sentiero che costeggia il fiume. La vallata inizia a ristringersi e ad andare un po' in salita. Bellissimi giochi d'acqua e cascatine allietano la nostra camminata. Finalmente si giunge alla vera e propria "bocca" della gola; una forra altissima difficile da descrivere. A questo punto il sentiero impone l'attraversamento del fiume anche se c’era un percorso alternativo in precedenza, che però non avrebbe mai mostrato queste straordinarie bellezze naturalistiche.
In mezzo al fiume ci sono delle rocce disposte in modo tale da formare una passerella, ma l'acqua è ancora troppo alta e le rocce restano sommerse. Più a valle ci sono delle rocce che permettono questa attraversata, ma sono in un posto un po' più pericoloso dove l'acqua è più alta e la corrente più forte. Dopo una lunga decisione la drastica sentenza: "Passiamo dalle rocce pericolose, dai ti aiuto io"... questo è quello che ho riferito alla mia attuale fidanzata, oggi moglie, che premetto è anche un po' paurosa. Piano piano inizio a saltare di sasso in sasso aiutando passo passo anche Silvia. Ad un certo punto una roccia pericolosissima ferma la traversata di Silvia che rimane in mezzo al fiume incapace di andare sia avanti che indietro. Io ormai ero arrivato dall'altra parte in quanto le ultime rocce le ho dovuto fare con 3 lunghi salti. A questo punto non mi rimane che tornare indietro e riportare Silvia da dove era venuta. Ci ritroviamo al punto di partenza... che fare ??? Qui o si attraversa o si torna a casa. GIAMMAIIIII !!!! Con la tenacia che ci ritroviamo decidiamo di toglierci gli scarponi ed attraversare a piedi nudi. Parto prima io per sondare il terreno e cercare la rotta migliore. Fino a metà fiume tutto bene... ad un certo punto inizio a perdere la sensibilità ai piedi. L'acqua gelatissima fino al ginocchio iniziava a fermarmi la circolazione. Allungo i passi cercando di non pensarci. Arrivato alla sponda opposta la soddisfazione è stata più grande del freddo che sentivo. Per me è stata una piccola vittoria. Ora tocca a Silvia. Cerco di fargli coraggio indicandogli il percorso migliore e istigandola a sbrigarsi nel momento in cui entrava in acqua. Per una migliore stabilità gli avevo anche rimediato un bastone dove appoggiarsi. Anche lei le mie stesse sensazioni, sia dentro l'acqua che all'arrivo.
Con grande soddisfazione ci rimettiamo gli scarponi e riprendiamo il sentiero. Dopo soli 50 metri si rinnova la sorpresa. Il sentiero riattraversa nuovamente il fiume... e in più la corrente e il punto in questione è molto più pericoloso dell'altro. Ci siamo messi l'anima in pace ed abbiamo ripetuto l'operazione di guado. Questa volta però con meno entusiasmo, anzi, più che altro pensavamo se la cosa poteva ripetersi anche più avanti. Ma ormai eravamo lì, pronti al peggio :)
Proseguendo il sentiero il panorama è bellissimo: fiume e cascatine ai nostri piedi, rocce altissime sopra la nostra testa. La gola inizia a farsi veramente stretta e il sentiero ahimè ci riporta alla sponda del fiume. Questa volta però le rocce che servivano da passerella sono scoperte e accessibili. Iniziano a saltellare su di loro come dei canguri attraversando una decina di volte il fiume. Ci troviamo al centro della forra nel punto più basso e più stretto. Ogni tanto raggi di sole filtrano sull'acqua creando un'atmosfera indescrivibile.
Usciti dalla gola il sentiero inizia a riprendere in salita. Da lì abbiamo capito che ormai con l'acqua non avevo più a che fare. Seguendo la segnaletica volevamo arrivare agli imponenti ruderi di Castel Manfrino. Ad un certo punto ci ritroviamo in una vetta panoramica che ci fa scorgere da lontano questi ruderi. La segnaletica diceva che ci volevano solamente 50 minuti, ma l'esperienza degli altri cartelli ci avevano dimostrato che gli orari descritti erano sempre molto scarsi, anche per noi che poi siamo abituati alle escursioni e teniamo un buon passo. Pertanto se ci andate non fate fede alle indicazioni orarie... pensate sempre che ci voglia almeno il 50% in più.
A questo punto la dura decisione: andare avanti o ritornare verso la macchina ??? Premetto che per tornare indietro bisognava seguire un percorso ad anello e perciò non era necessario riattraversare il fiume e rifare il percorso sopra descritto. La decisione è stata condizionata dal fatto che volevamo andare a visitare Civitella del Tronto e pertanto, dopo una buona mangiata, abbiamo preso il sentiero che riportava indietro.
Questo sentiero costeggiava tutta la montagna al di sopra delle gole. Si passava per lo più all'interno del bosco, ma di tanto in tanto, qualche apertura permetteva di ammirare la splendida gola dall'alto. La passeggiata si conclude da dove siamo partiti !!!
Che giornata !!! Una bellissima escursione in un posto del quale non avevamo nessuna informazione, pertanto tutto quello che abbiamo visto per noi è stata una sorpresa, a parte la cascata principale vista in molti depliant.
Il percorso come avete letto comprende diversi ambienti e alcune difficoltà. Consiglio di andarci nei mesi di luglio ed agosto sperando che l'acqua sia più bassa e non abbiate bisogno di attraversare il fiume a piedi. Le salite non sono molte... il dislivello più alto è di 300 metri. Consiglio dei buoni scarponi da trekking in goretex per evitare che vi bagnare i piedi anche se l'acqua è alta pochi centimetri.
Oltre a quello descritto, la segnaletica indica molti altri posti da raggiungere... pertanto magari è consigliabile una cartina e di partire presto per cercare di ammirare il più possibile, a meno che non vogliate fare come me che poi è andato a visitare la splendida fortezza di Civitella del Tronto.
I ruderi di Castel Manfrino sono situati nell’altura della montagna che sovrasta le gole e di solito vengono considerati il traguardo di questo percorso. Il dislivello è decisamente maggiore ma sicuramente il panorama saprà ripagare gli sforzi per raggiungerli.