Opinione dettagliata di VAGABONDELE
5 agosto mattino presto, nel piazzale di Champorcher località Chardonnay, una piccola folla si sta radunando per salire in processione al lago del Miserin per festeggiare la Madonna delle Nevi.
la popolazione di queste parti partecipa a questo avvenimento da secoli, sempre nello stesso giorno sia che l'avvenimento avvenga di domenica anzichè di martedi!
il parroco arriva e le persone, dopo essersi scambiati i saluti di rito - qui ci si conosce un pò tutti - si incamminano di buon passo verso la prima tappa la frazione di Dondena.
noi decidiamo di concederci una seconda colazione e seguiremo il corteo autonomamente.
iniziamo la salita - il primo tratto fino al rifugio di Dondena è percorribile in auto - raggiungiamo il gruppetto dopo circa un'oretta di camminata e troviamo il gruppo intento alla commemorazione di un evento drammatico che a segnato la storia di questa valle - la distruzione di un rifugio alpino ad opera dei nazzisti sulla via della fuga a nord.
continuiamo la salita - i sentieri sono tracciati benissimo e sono divisi in 4 gradi di difficoltà.
scegliamo il medio e iniziamo il secondo tratto della salita. (sentiero 7c)
questo ci porta a seguire l'elettrodotto che dalla centrale di Pheonix porta la corrente in Italia.
purtroppo i tralicci deturpano il bellissimo panorama..
passiamo a fianco alla cosidetta "finestra di Champorcher" e poi dopo circa due ore di camminata da quando abbiamo lasciato Dondena svoltiamo a sinistra ed ecco la nostra meta. il lago incastonato tra le vette più famose di questa vallata, riflette il colore azzurrissimo del cielo perfettamente sgombro di nubi, davvero un gran bello spettacolo, nonostante la quantità di persone che iniziano il bivacco per il pranzo.
il lago è abitato da tantissimi pesciolini, che incuriositi e per nulla intimoriti dai visitatori, si avvicinano - forse nella speranza di ricevere qualche briciola o avanzo del pranzo -
ovviamente è inutile ricordare che i pesci, i fiori e tutto quello che vediamo è protetto, per cui difendiamo questo pezzetto di paradiso che un pòappartiene a tutti noi!
seguiamo la sponda verso destra e arriviamo al santuario, in prossimità del quale c'è il rifugio in gestione alla parrocchia.
qui si può dormire in camerate, con servizi spartani ed è molto molto utile portarsi il sacco per poter dormire.
poco lontano un gruppetto ci fa cenno di avvicinarsi, veniamo accolti con curiosità ed invitati ad un pranzo degno di nota: I salumi, i formaggi, il pane nero con burro e salame, il vino fatto in casa rendono tutti amici.
la tradizione vuole che chiunque sia arrivato fin qui oggi ha il sacrosanto diritto di dividere con i locali i loro prodotti migliori :-)
la parrocchia offre invece polenta e spezzatino a tutti gli affamati.
si ride si scherza , qualcuno riposa altri come noi decidono di girare tutt'intorno al lago per arrivare alla fonte.
lo spettacolo è meraviglioso. il clima sereno e disteso e la consuetudine per cui in montagna si è tutti amici ci rende questo giorno ancora più memorabile!!
Lago Miserin8
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Grado del riposo
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Unicità
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il percorso non presenta delle particolari difficoltà - anche se come penso sia intuibile, non permette l'accesso ai cardiopatici (si raggiunge la quota di 2550 metri s.l.m) e alle persone diversamente abili.
tutti gli altri armati di acqua - dopo Dondena non c'è posto per potersi rifornire - possono tranquillamente raggiungere il lago.
i sentieri sono segnalati e pulti, bastano un paio di scarpe da ginnastica se non avete a disposizione le scarpe da Trekking.
consiglio vivamente di portarsi un cappellino per il sole, gli occhiali sempre da sole e una crema protettiva medio-alta.
lo spettacolo vale sicuramente le ore di camminata per raggiungere la meta.
durante il percorso si può sostare liberamente nei prati - oggi nessuno vi dirà nulla!
attenzione invece alle pietraie, siamo pur sempre in montagna e i loro abitanti potrebbero non gradire invece la vostra "visita"
se si è particolarmente mattinieri si può arrivare in vetta presto e godere degli animali selvatici che vengono ad abbeverarsi - camosci, stambecchi e qualche cinghialetto ( mi sono stupita di trovarne anche qui)..
salendo invece se si presta un minimo di attenzione si possono vedere le marmotte, vere e proprie regine di queste vette!!
perchè venirci? per vedere un posto nuovo, diversi, meno noto di altri laghi alpini molto blasonati, per rilassarsi in "veta" e perche per sentirci re per un istante - come re Vittorio Emanuele che qui veniva a caccia, solo che noi ora usiamo la digitale al posto delle armi!