Opinione dettagliata di VAGABONDELE
Era il 27 agosto del 1396 quando il Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, pose la prima pietra di quella che sarebbe divenuta il simbolo per eccellenza delle Abbazie lombarde, sembra per tener fede ad un voto della sua seconda moglie, la Regina della Scala; ora i Certosini sono divenuti i custodi indiscussi di questo luogo maestoso e allo stesso tempo irradiante serenità.
Avevo letto qualcosa prima di apprestarmi a visitare questo luogo e finalmente varchiamo l'ingresso del vestibolo in un freddo pomeriggio di gennaio, le nebbioline tipiche di questa pianura invasa da canali e distese di riso si sono da poco diradate e un raggio di sole colpisce i pinnacoli e ci regala un pò di tepore.
Attraversiamo il cortile interno (la struttura ricorda molto quella delle immense cascine) e passeggiando lentamente verso il fondo per raggiungere la Certosa, passiamo davanti all'antica foresteria e al palazzo ducale, che ha visto ospiti illustri soggiornare qui; purtroppo gli alloggi non sono visitabili ma possiamo sbirciare attraverso un portone lasciato aperto per essere subito bonariamente ripresi da un monaco che silenzioso e carico di pacchettini si sta avviando allo spaccio interno della loro nota erboristeria.
Decidiamo di lasciare per ultima la Certosa e passiamo nel corridoio che porta al chiostro (anche questo chiuso alle visite), decidiamo di spedere qualche minuto sbirciando le varie tavole con le erbe esposte e i consigli su come usarle!
Quindi entriamo nel negozio e decidiamo di acquistare due tisane, un liquore alle erbe e qualche caramella ai frutti!
Riscaldati decidiamo di uscire nuovamente all'esterno e affrontare la nostra reale meta, la facciata è suddivisa in due parti distinte, dato il lungo periodo di lavori occorsi per completare l'intero complesso la parte inferiore sono raffigurati personaggi noti dell'epoca quindi bassorilievi raffiguranti i profeti e poi via via salendo verso la cupola si vedono scene raffiguranti l'evoluzione della razza umana secondo gli insegnamenti contenuti nella Bibbia.
Entriamo pensando di trovare la stessa opulenza che ci aveva accoglienza e scende il gelo:
sedie pieghevoli al posto delle panche e nulla che ricordi la bellezza trovata fuori...
il blu e l'azzurro i colori della casata sono ovunque e i dipinti del Crespi sono l'unica tocco degno di nota..
Proseguiamo verso il presbiterio dove veniamo accolti da un solerte guardiano che ci ricorda che è inserito un allarme e che quindi non dobbiamo toccare nulla, scorriamo velocemente con lo sguardo gli intarsi e quindi ci lasciamo l'interno alle spalle e usciamo.
Riattraversiamo il cortile e torniamo alla macchina, ci voltiamo un'ultima volta prima di lasciare questo posto per fissare bene nella mente l'immagine di questa che da qualcuno è considerata la settima meraviglia!
Certosa di Pavia8
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Architettura
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Data la fama e la sua rilevanza architettonica già dall'uscita autostradale e dalla tangenziale sud di Milano una ricca segnaletica accompagna i turisti sin all'ingresso principale.
Due grandi parcheggi alberati uno a pagamento e uno gratuito permettono ad autobus e automobilisti di lasciare i propri mezzi a pochi passi dall'ingresso, l'intera struttura è accessibile a persone con mobilita ridotta e ai diversamente abili.
In alcuni periodo dell'anno il chiostro e il cortile est con le celle dei monaci sono visitabili, in inverno osserva un orario ridotto per cui fino a fine febbraio è aperta dalle nove del mattino alle undici e trenta e dalle 14.30 alle 16.30 ed è chiusa il lunedi.
Come buona parte delle chiese non è consentito l'accesso ai visitatori durante le funzioni.
Non viene fatto pagare alcun biglietto d'ingresso ma se volete aiutare la conservazione di questo gioiello, fate una capatina all'interno del negozio dei monaci e con poco più di quello che paghereste una colazione in centro, uscirete con una tisana, che oltre a far bene a voi, fa bene anche al nostro patrimonio culturale!