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Fortaleza
Iracema Guardiã è la ultima statua in ordine di tempo che fa bella mostra di se nella città di Fortaleza. Ispirata alla guerriera indigena Iracema, personaggio principale dell’omonimo romanzo scritto dal grande poeta cearense José de Alencar, dove è appunto narrata, tra storia e finzione, la saga di Martim Soares Moreno, uno dei primi portoghesi arrivati a Fortaleza, che da colonizzatore si innamorò di Iracema e decise di sposarla e di rimanere a vivere tra gli indios.
Iracema e Alencar sono di
[di più]Iracema Guardiã è la ultima statua in ordine di tempo che fa bella mostra di se nella città di Fortaleza. Ispirata alla guerriera indigena Iracema, personaggio principale dell’omonimo romanzo scritto dal grande poeta cearense José de Alencar, dove è appunto narrata, tra storia e finzione, la saga di Martim Soares Moreno, uno dei primi portoghesi arrivati a Fortaleza, che da colonizzatore si innamorò di Iracema e decise di sposarla e di rimanere a vivere tra gli indios.
Iracema e Alencar sono diventati simbolo della città di Fortaleza e dello stato del Cearà, in diversi punti turistici, come ad esempio sul lungomare, sono esposte altre opere in loro omaggio.
“Verdes mares bravios de minha terra natal, onde canta a jandaia nas frondes da carnaúba. Além muito além daquela serra, que ainda azula no horizonte, nasceu Iracema, a virgem dos lábios de mel.
L’opera è dello scultore cearense Zenon Barreto che l’ha realizzata nel 1960 e presentata alle autorità della città di Fortaleza nel 1965, ma solo nel 1996 fu inaugurata ed esposta all'inizio dell'Avenida Beira Mar, nella zona conosciuta come Calçadão, quartiere di Praia de Iracema.
Nel 2002 la statua ha assunto l’aspetto odierno, a seguito del restauro realizzato secondo le istruzioni lasciate da Barreto (morto poco tempo prima) e reinaugurata in occasione delle celebrazioni del centenario di Fortaleza, il 13 aprile 2002.
La statua è in lega metallica, rivestita in fibra di vetro, alta 6 metri e rivolta verso il mare, come a proteggere la città. Iracema è rappresentata in ginocchio, curvata ad arco, trasmettendo tutto il proprio dolore per la perdita dell’amato.
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