Opinione dettagliata di barbaraaa
barbaraaa(36)
Monza, Italia99%
Una strada panoramica a monte di Taormina porta al luogo dove si suppone vi fosse l'acropoli di Tauromenion, occupato adesso dal castello medievale di Castelmola.
La cittadina ha origini antichissime: fondata dai Siculi nel III secolo a.C. fu distrutta per mano di Dioniso nel 392 a.C., ma risorse nel 350 a.C. per mano di Andromaco. Ha subito la dominazione dei Romani e, a partire dal 902 d.c., quella degli Arabi che, nel 1078, dovettero cederne il dominio ai Normanni.
Nei secoli successivi il paese appartenne a vari feudatari, fino al 1860 quando i suoi abitanti chiesero, mediante votazione, l'annessione all'Italia.
Passeggiando nel borgo di Castelmola si nota evidente l'impianto medievale della cittadina sia nelle stradine pavimentate che negli adattamenti superficiali degli edifici con tetti a falde inclinate e coppi "alla siciliana", oltre che nell'assetto urbanistico disordinato e nelle casette basse e rustiche, circondate da vicoletti e stradine.
Borgo di Castelmola9
Valutazioni
-
Accessibilità
-
Da vedere/da fare
-
Rapporto qualità/prezzo
-
Sicuramente il posto più suggestivo per iniziare la passeggiata è Piazza Sant'Antonino, da dove si può godere di una splendida visuale panoramica che spazia dalle pendici dell'Etna a tutto il golfo di Taormina, con il suggestivo mare di Giardini Naxos abbracciato da rilievi montuosi.
La Piazza, anche detta "palloni e sospiri" (dal fatto che la gente che riposa sulle panchine qui presenti spesso racconta qualche storia poco credibile, mentre gli innamorati si scambiano tenere effusioni), è l'ingresso di Castelmola per chi vi arriva e per questo è chiamata anche "Piazza Porta".
Sulla piazza, dominata maestosamente dall'arco romano, di gran bellezza e presenza "scenografica", affacciano l'Auditorium comunale (ricavato da una chiesetta più volte rimaneggiata, ma tuttora caratterizzata dagli aspetti architettonici salienti dell'arte sacra del Sud Italia), l'ex municipio, la casa Sterrantino e l'antico Caffè Blandano, oggi Caffè San Giorgio (fondato dai monaci nel XVIII secolo come taverna per i passanti, è stato trasformato da Vincenzo Blandano in uno dei locali più caratteristici della zona, come attestato anche da un libro presenze su cui spiccano i nomi di personaggi illustri).
Addentrandosi tra le viuzze del centro storico, una scalinata scende alla chiesa di San Giorgio, probabilmente edificata nel XII secolo, la cui pianta presenta una caratteristica di particolare rilievo per la sua anomalia: una seconda navata innestata ortogonalmente sul fianco destro di quella principale. Al suo interno si possono ammirare preziose tele seicentesche.
Di particolare bellezza e rilevanza artistica il Duomo di Castelmola, o Chiesa Madre, costruito dal 1934 al 1937, a seguito del crollo di un precedente edificio del XVI secolo, e dedicato a S.Nicolò di Bari.
La chiesa ha elementi di architettura presi in prestito da altre religioni come la stella di David e unisce in sé elementi presi dall'arte romanica, gotica, araba e normanna.
Sull'ingresso laterale è stato conservato il preesistente rosone tardo romanico.
L'interno è a navata unica che culmina nell'abside e conserva statue settecentesche, oltre a tele di valore elevato.
Proseguendo nei vicoli intricati del cento storico, non si può saltare una tappa al locale più caratteristico di Castelmola, celeberrimo in tutto il mondo: Bar Turrisi. E' talmente famoso che non vi è posto, partendo da Taormina, in cui non vi siano indicazioni stradali e cartelli con indicazioni per raggiungerlo.
Alle spalle del Duomo di Castelmola un bar normalissimo, molto allegro, con tavolini all'aperto e sedie colorate. All'ingresso bar a tre piani, dall'atmosfera molto intima e raccolta, piacevole nella sua architettura interna. Quasi normale... se non fosse che... l'intero locale è dedicato al simbolo fallico o, per dirla alla siciliana, alla "minchia": tutto in questo bar ha questa forma dai souvenir più introvabili e impensabili, sino agli specchi del bagno e al rubinetto del lavandino, dalle magliette delle cameriere (su cui campeggia, oltre al classico inequivocabile disegno, la scritta "Chi mi accontenta gode"), alle tovagliette con il menù ai tavoli.
C'è l'introvabile e l'impensabile: tre piani di caz... di ogni genere, tipo, forma, dimensione... inspiegabile a parole!!!
Proseguendo la camminata aiutata da chiare indicazioni stradali sui classici cartelli marroni per i turisti, si arriva un po' più distanti dal centro storico (bisogna fare una salita non proprio "leggerissima" nell'ambito di una tranquilla passeggiata tra le vie cittadine) ai resti del Castello cinquecentesco di Castelmola.
Purtroppo oggi il castello non è in uno stato di conservazione particolarmente buono: non vi sono resti dell'epoca alto medioevale e quello che è meglio conservato sono le mura di cinta (la cui costruzione, a protezione del maniero, viene fatta risalire al periodo della dominazione aragonese della cittadina) e il varco di una finestra: insomma immaginare un castello da quello che ne resta è opera... di pura fantasia! Ma sicuramente vale la pena raggiungere questo sito, più che per i ruderi del castello (rovinati negli anni dal tempo, dai terremoti, da atti vandalici ma soprattutto dalla nefasta decisione dei Tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale, di allestire in questo sito la stazione radio più potente del Mediterraneo, rendendolo bersaglio di pesantissimi bombardamenti), perché con i suoi 530 metri sul livello del mare, la roccia su cui la fortezza è costruita sovrasta il paese e tutto il golfo di Taormina, consentendo una visuale che arriva fino all'Etna.
Dei bei recinti in legno sono stati disposti a denotare le zone in cui si hanno le visioni panoramiche più belle: basta affacciarsi per godere di un panorama mozzafiato in cui mare, montagna e Vulcano si fondono magicamente per il piacere del turista osservatore.
Una volta che si è a Taormina, una visita al bellissimo borgo di Castelmola è davvero da non perdere: mezza giornata in uno scenario incantevole e, a tratti, divertente.