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Anche nel Salernitano ci sono gioielli incastonati nel verde e tra le rocce... Uno di questi è Castellabate, suggestivo borgo medievale sito nel Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, che poi ho scoperto essere riconosciuto dall'Unesco "Patrimonio dell'umanità" nell'ambito del programma "Man and Biosphere".
Sono stata a Palinuro tre anni fa... Una coppia di amici ci ha invitato a passare una giornata a Castellabate, che non è lontana da lì... anche se neppure vicina... Sono rimasta veramente colpita dalla bellezza del posto, che mi ha ricordato - per alcuni versi - certi paesini siciliani che sono la mia passione... Le bianche spiagge di Santa Maria, San Marco e Ogliastro sono a poche centinaia di metri, eppure sembra di essere fuori dal mondo e lontanissimi dal clima caotico tipico delle località balneari.
Borgo di Castellabate10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Accessibilità
Castellabate è facilmente raggiungibile, essendo collegata dall'autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita Battipaglia, e dalla strada statale 18, con uscita Costiera Cilentana. Dopo aver percorso qualche chilometro di tornanti, si arriva al bivio per Castellabate e ci si inerpica sulla montagna. Un po' di curve, l'immersione nel fresco dei boschi (a noi molto gradito, essendo pieno agosto), a 280 metri sul livello del mare... ed ecco il borgo cilentano...
Da vedere/da fare
Il nome di "Castrum Abbatis" - Castello dell'Abate - è legato alla costruzione del castello, che fu iniziata dal quarto abate dei monaci benedettini di Cava de' Tirreni, Costabile Gentilcore, nel 1123, i quali per primi bonificarono queste terre. La fortezza fu autorizzata dai principi normanni di Salerno e venne realizzata sul Colle dell'Angelo, a scopi difensivi, contro le scorrerie dei pirati saraceni, che partivano dall'attuale Agropoli. Fu l'abate Simeone, successore di Costabile, a completare la costruzione del maniero, a edificare un porto commerciale e a concedere terre e numerosi privilegi ai suoi sudditi, chiedendo in cambio l'impegno alla bonifica e alla coltivazione del terreno paludoso e favorendo così lo sviluppo nei secoli successivi della più importante baronia del Cilento.
Appena si arriva quassù, tre cose ti entrano nel cuore: il fascino antico delle casupole, delle viuzze e dei palazzi del borgo, splendidamente conservato; il paesaggio mozzafiato, che abbraccia tutto il golfo incantato compreso tra Punta Licosa e Punta Tresino (che è parco marino e area protetta e le cui acque vantano la bandiera blu europea), fino alla baia di Ogliastro Marina e all'isola di Licosa, avvolte in una intrigante macchia mediterranea; e il clima mite e fresco del posto, dove l'afa e il calore delle spiagge sembra distante mille miglia.
Non a caso re Gioacchino Murat, quando venne la prima volta a Castellabate, ammirando la bellezza del posto, disse: "Qui non si muore"...
Il Comune nel periodo estivo organizza visite guidate gratuite del borgo.
Il borgo di Castellabate conserva l'originaria struttura urbana medievale ed è caratterizzato da un dedalo di vicoletti, slarghi, palazzi, archi, gradinate, orti, tutti in pietra grigia, con macchie di verde e di fiori in ogni angolo e, di tanto in tanto, d'improvviso, la vista spettacolare del mare...
Ho trovato particolarmente piacevole andare a zonzo per le viuzze di Castellabate, fermandomi ad ammirare gli stemmi dei palazzi (tra cui spiccano due palazzi settecenteschi, Palazzo Jaquinto e Palazzo Perrotti, dove la famiglia Perrotti conserva intatta la camera che ospitò Gioacchino Murat), le cappelle gentilizie, i giardini, l'architettura delle costruzioni, il paesaggio, in un silenzio demodè ma per me particolarmente rilassante...fino ad arrivare nella piazza centrale (Piazza 10 ottobre 1123, data di fondazione del Castello), che domina la valle dell'Annunziata e da cui si gode il panorama della costa...
Di qui, percorrendo una piccola salita, si raggiunge il Castello, che costituì per secoli il centro della vita sociale ed economica di Castellabate. La costruzione è ancora intatta e si erge imponente, con le sue mura e quattro torri angolari rotonde poste a presidio dei punti cardinali, che al loro interno racchiudevano case, magazzini, forni e cisterne.
Uno spettacolo unico è il tramonto dal belvedere di San Costabile, che si trova di fronte al Castello, costeggiando le mura della fortezza. E' un tramonto rosso, sul mare, come non ho mai visto e che ricordo ancora...
Vicino al castello si trova la cinquecentesca Basilica romanica di Santa Maria de Giulia, a tre navate, con una torre campanaria di ben quattro piani. Qui ho fatto una scoperta... all'interno della Basilica si può ammirare, accanto ad un bel ritratto di un anonimo trecentesco di "San Michele Arcangelo vittorioso su Satana", anche un "Pittico con la Vergine in trono con Bambino, San Pietro e San Giovanni Evangelista", opera di Pavanino da Palermo (1472)... ecco, anche in questo angolo così lontano d'Italia, c'è un pezzo della mia città... ; )))
Proprio di fronte alla Basilica, è collocata un'altra chiesa cinquecentesca, detta del Rosario, piccola e graziosa. Nei pressi è possibile visitare l'interessante Museo di Arte sacra, che contiene arredi e paramenti sacri dal 1500 e argenti e tele provenienti da collezioni private.
Nel periodo estivo Castellabate si anima di una interessante vita culturale, con la fiera del libro, la mostra dell'artigianato locale e spettacoli teatrali.
Castellabate offre spunti di delizia e di dolce vita anche dal punto di vista culinario. Qui si possono gustare gli ottimi prodotti genuini del Cilento, come i fusilli fatti in casa con ragù di castrato (specialità di Castellabate), i fichi secchi e i fichi al cioccolato.
E dopo la visita al borgo, ci si può.... buttare a mare.... Basta scendere sulle belle spiagge di Castellabate, che come comune è vastissimo, ha una superficie di circa 37 Kmq, e vanta ben quattro frazioni: Santa Maria, San Marco, Ogliastro Marina e Lago.
Nella frazione di San Marco si possono visitare, poco distante dal porto turistico, i resti dell'antico porto greco-romano e di tombe dell'epoca, oltre che vedere la splendida spiaggia del Pozzillo, frequentata da molti turisti.
A Santa Maria ci si può dedicare allo shopping, nel vivace corso principale, affollato giorno e notte, oppure fare una passeggiata al porticciolo turistico de "Lu Traviersu", chiamato "Porto delle gatte", con la suggestiva costruzione ad archi sovrapposti.
Anche a Santa Maria c'è un nucleo antico, nel quale spiccano il borghetto mediaevale sviluppatosi intorno a Torre Perrotti e due bellissime ville, la Villa del Principe di Belmonte e la Villa Matarazzo, nei cui giardini, dietro alti muri, crescono alberi secolari e piante rare e preziose. Villa Matarazzo è sede del Parco del Cilento e al suo interno è collocato il Museo del mare, che custodisce importanti reperti archeologici, tra cui le anfore del relitto della nave romana ritrovata vicino a Punta Licosa.
La Baia di Ogliastro e l'isola di Punta Licosa sono due tra le zone più belle di Castellabate.Qui è possibile visitare l'isola di Licosa (Leucosia) in barca, nel mare azzurrissimo e incontaminato, oppurepasseggiare nell'immensa tenuta verde, in mezzo adistese di pini secolari e di ulivi. A Licosa vi sono i resti di un grande insediamento romano e proprio in queste acque è stata recuperata una nave mercantile romana, naufragata al largo del promontorio, probabilmente negli anni attorno al I sec. a.C.
Il fascino del luogo è impreziosito dal mito della Sirena Leucosia che, secondo la leggenda, qui scomparve nel mare. Chissà, forse perchè incantata dalla bellezza di questi posti... Certe sere, dicono da queste parti, si ode ancora la malia del suo canto...