Opinione dettagliata di salamandra
salamandra
Cuneo, Italia99%
Tra i propositi che siamo posti durante il nostro ultimo viaggio in Bretagna dell’estate scorsa, c’era prima di tutto quello di percorrere in parte il sentiero dei doganieri, il famoso percorso che si snoda lungo la costa bretone e che era un tempo utilizzato dalle guardie costiere per ostacolare il contrabbando da parte degli inglesi. Si tratta di un tracciato piuttosto suggestivo, che alterna scogliere a picco sul mare, scarpate rocciose, calette con spiagge sabbiose, coltivazioni di mitili e ostriche.
Il chilometro 0 di questo percorso si trova a Cancale, località turistica e porto marittimo che raggiungiamo dopo aver visitato Mont St. Michel e Mont Dol.
Il sentiero parte poco dopo il porto su un altura ai piedi del Monumento ai Caduti, non è segnalato, ma se si sale verso il monumento lo si può individuare facilmente.
Noi abbiamo intenzione di percorrerlo fino al Pointe de Grouin, magnifico punto panoramico sul mare e sulle antistanti îles des Landes.
La Pointe du Grouin10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Grado del riposo
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Unicità
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Partiamo al mattino presto, scarponcini e pranzo al sacco.
La giornata è grigia, ma nel pomeriggio ci regalerà uno splendido sole e tanta afa.
Il sentiero è comodo e ampio, un continuo sali e scendi all’inizio in mezzo a boschi e pinete sfiorando alcune tra le più belle insenature della costa, tra cui l’Anse de Port Picain e la bellissima e sabbiosa spiaggia di Port-Mer.
Il paesaggio è favoloso e la fatica non si fa sentire molto grazie anche all’alternanza della quota e alle salite che non sono mai eccessivamente ripide. Prima di giungere alla nostra meta raggiungiamo diversi punti panoramici come Pointe du Chatry o Pointe de Barbe Brulè, belli ma non sensazionali come Pointe de Grouin.
Man mano che ci avviciniamo il sentiero si fa più selvaggio, le scogliere più alte, il vento più forte.
Finalmente siamo arrivati e lo spettacolo che abbiamo davanti è meraviglioso.
Davanti ci sono le isole Landes, dove in primavera nidificano migliaia di uccelli, ed il faro di Herpin, a destra si apre la baia di Mont Saint Michel e lontano, un punto nel mare, è visibile il Monte e la sua abbazia.
Sulla sinistra, invece, in una giornata tersa, l’occhio può spaziare fino alle falesie di Cap Frehel.
Il posto non è solitario e tranquillo come ricordavo, ma siamo in alta stagione ed è normale che ci siamo molti visitatori, d’altronde è un luogo leggendario della costa bretone ed una zona naturale protetta.
Anche gli uccelli non sono numerosi come quando ci siamo stati in Maggio, ma non mancano comunque i gabbiani, soprattutto quelli grandi di Goelo e su alcune rocce riusciamo a scorgere anche alcuni cormorani.
E’ favoloso, c’è bassa marea in questo momento e sugli scogli si vedono i segni lasciati dall’acqua, oggi calma.
Le rocce hanno una conformazione particolare, tipica della costa bretone, sono quadrettate tanto che paiono tanti mattoncini disposti uno sopra l’altro.
Chissà com’è questo luogo già di per sé selvaggio in balia dei venti e delle tempeste!
Marco raggiunge la punta più estrema del capo e poi riparati dietro un grande masso pranziamo mentre due gabbiani fanno la posta ai nostri panini.
Noi soddisfatti dell’escursione che ci ha portati fino a qui ci spingiamo ancora più avanti, ma ..... questa è un’altra opinione.
Se visitate la Bretagna e vi piacciono i luoghi selvaggi, non potete mancare di visitare questo capo che è facilmente raggiungibile anche in auto tramite la D797. In loco si può trovare un piccolo parcheggio e un ristorante che avrei provato volentieri.
Essendo una riserva ornitologica è anche il posto ideale per avvistare uccelli e per fotografarli. Probabilmente, però, l’estate non è il momento ideale.
Chi intende invece seguire i nostri passi il sentiero segnato è il GR34 e la distanza tra il capo e Cancale è di 7 chilometri, secondo la cartina fornitaci dall’ufficio del turismo.