Opinione dettagliata di Nuel
La visita al sito della Sfinge è indipendente da quella alle piramidi, infatti, sebbene le piramidi siano visibili dietro la sfinge e vengano considerate parte dello stesso sito funerario, tra sfinge e piramidi ci sono i resti di due templi, quasi interamente perduti ed una notevole distanza.
Piuttosto che di storia della Sfinge, si dovrebbe parlare del suo mistero; non dell'enigma greco sulle tre età dell'uomo, ma il mistero della sua datazione, di chi l'abbia eretta e del suo significato.
Sappiamo che il volto deturpato in epoca araba era dipinto di rosso, sappiamo che è la più grande statua monolitica del pianeta, coi suoi settantaquattro metri di lunghezza e venti di altezza, sappiamo che il corpo di leone è, molto probabilmente, in realtà un corpo di cane. Di Anibi, per l'esattezza, che veglia sulle piramidi, in attesa del sorgere di Horius, il sole, all'orizzonte. Questo almeno pare il significato del suo nome.
Sappiamo anche che tirarla fuori dalla sabbia in cui è stata sepolta per secoli ha impegnato generazioni di archeologi e centinaia di braccianti che hanno scavato la sabbia ed eretto muri di contenimento per mantenerla libera dalla sabbia portata dal vento.
Tra le sue zampe sono state trovate steli, un tempietto, statue e sepolture intorno ad un recinto antico, ma tutto questo non ha permesso di datarla.
Molti dei manufatti ritrovati sono di epoca successiva alla realizzazione della sfinge e mostrano come la grande statua sia stata venerata a lungo, anche dopo che si era persa, già nell'antichità, la corretta attribuzione al suo costruttore.
Per convenzione la si ritiene contemporanea delle piramidi, il suo volto parrebbe essere quello di Cheope o di Chefren o forse di un loro progenitore: i tratti somatici del volto paiono portare senza dubbio in questa direzione, ma la testa della statua, coi suoi quattro metri di grandezza, è sproporzionata rispetto al resto della statua, tanto da far pensare ad una scultura posteriore.
Non solo: lo stato di conservazione della testa è decisamente migliore di quello del corpo, il che avvalorerebbe la teoria di una realizzazione più recente, sebbene sia stato dimostrato come il materiale roccioso di cui è fatta sia di qualità superiore mano a mano che ci si solleva da terra: la Sfinge fu realizzata partendo da una collinetta rocciosa naturale, di pietra calcarea, con una base molto fragile, che diventa più solida nei sedimenti più recenti, rendendo la testa decisamente più dura del corpo, il cui avanzato stato di degrado ha sollevato le ipotesi più fantasiose sulla sua origine.
Scientificamente si attribuiscono alla Sfinge circa cinquemila anni di esistenza, ma alcune teorie la vorrebbero vecchia di diecimilacinquecento anni. A supporto di questa datazione sarebbe proprio il degrado del corpo della statua: l'erosione della roccia, che pare quasi scavata a gradoni, sarebbe effetto di piogge battenti, risalenti all'ultima glaciazione.
Qualcuno ha scomodato, nelle sue teorie, anche il diluvio universale.
I più convinti hanno supportato l'antichità della Sfinge basandosi sull'astronomia: oltre diecimila anni fa, la Sfinge avrebbe guardato 'in faccia' la costellazione del Leone, mentre le piramidi sarebbero poste esattamente nella posizione all'epoca occupata dalle stelle di Orione.
I misteri della Sfinge non finiscono qui: la leggenda di cunicoli e stanze segrete dentro il suo corpo è rimbalzata dall'antichità ai giorni nostri, causando anche trapanamenti nella schiena della statua. Non è mai stato trovato nulla, eccetto una porta, forse una nicchia e delle cavità naturali della roccia.
Per riparare questi fori è stato usato il cemento, così come per sostenere la testa, il cui collo era gravemente danneggiato dall'erosione.
Nonostante tanti maltrattamenti, la Sfinge non ha mangiato nessuno, dandoci un'immagine di pazienza difficilmente associabile al mostro mitologico.
Oggi le si cammina intorno, senza poterlesi avvicinare, sull'ennesimo muro di cinta costruito per proteggerla dalla sabbia e fa un po' tristezza questo mostro che non ruggisce e non fa le fusa. Sembra in attesa o forse in osservazione di qualcosa che solo lui può vedere, mentre generazioni di uomini si pongono sempre le stesse domande sulla sua esistenza, senza riuscire a risolverne l'enigma. In un certo senso, lasciandola "sola", come un dinosauro sopravvissuto oltre la sua epoca, unica della sua specie, dato che tutte le altre sfingi, di epoca successiva, non solo sono più piccole, ma generalmente in coppia.
Nell'album dei miei ricordi dell'Egitto, è un'immagine malinconica, nonostante sia immersa nella luce.
Sfinge di Giza9
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Stato
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Significato storico
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Frotte di turisti arrivano qui in autobus e auto, tramite strada asfaltata, senza nessuna difficoltà essendo una delle massime attrazioni d'Egitto e godendo della vicinanza con Il Cairo.
La Sfinge è semplicemente unica. In ogni senso: la statua monolitica più grande del mondo, l'unica sfinge colossale, un mistero ancora irrisolto... va vista.
Nel suo essere enorme e fuori dal tempo è anche incredibilmente fragile e senza una costante manodopera potrebbe, un giorno, andare perduta.
La sua conservazione è un problema costante dato che il vento, la sabbia e la pur poca umidità del deserto, contribuiscono a danneggiarne il materiale. I secoli di dimenticanza e incuria hanno prodotto lesioni che hanno aggravato la già fragile struttura che, pare, iniziò a creparsi già durante la realizzazione.
Nonostante tutto questo è uno dei simboli dell'Egitto e, personalmente, la trovo uno dei più affascinanti, indipendentemente da chi l'abbia realizzata, quando e perché.