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L'autrice ci parla del Parco dei Mostri in un'opinione direi artistica su questo complesso che ospita "esseri mitici, simboli alchemici ed esoterici".
Lei ci indica il profilo storico e geografico del luogo, ma ci descrive anche il viaggio a tappe in questo parco, fra il vario campionario di "stravaganti e bizzarre (apparentemente) sculture", la loro suddivisione e il relativo significato.
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L'autrice dell'opinione ha trovato questo Parco "misterioso ed intrigante". Il Parco è stato realizzato nel '500 per volontà del principe Orsini e, oltrepassata la porta, si percorrono vialetti e boschetti che invitano al riposo. Tra gli alberi ci sono statue di ninfe e di dei ed il cammino nel Parco diventa "ricco di emozioni" per la presenza di molte statue di animali ed uomini dall'aspetto inquietante, che sembrano unire esoterismo ed alchimia. C'è anche una casa a due piani che pende da una parte ed un tempio che è un capolavoro di architettura, dedicato dal principe alla moglie scomparsa
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L'autrice ci parla del Parco dei Mostri e della sua origine leggendaria legata alla lavorazione di blocchi di pietra, caduti da "uno degli ultimi speroni rocciosi protesi verso la valle del fiume Tevere".
Lei ripercorre dunque la storia del parco, descrive il suo ingresso e la varietà di statue presenti, disposte come "tappe tra la mitologia ed il fantasy".
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L'autore ci parla del Parco dei Mostri, "qualcosa di insolito, di pauroso", sia nelle aspettative che nella realtà.
Egli ci descrive l'interno del parco, la presenza di tanto verde e l'originalità delle varie sculture (tra cui spiccano "la casina inclinata" e "caverna a forma di mostro"), ma sottolinea anche l'alto prezzo di ingresso e la mancanza di mezzi pubblici di collegamento al sito.
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L'autrice paragona questo parco di Bomarzo a Park Guell a Barcellona: la sensazione che si prova ad entrare in questi parchi è "di entrare nel giardino di una favola".
Costruito dall’architetto Orsini con opere ispirate sia all'arte Greca che a quella Rinascimentale, il parco è "un percorso fantastico e suggestivo".
Con la costruzione delle case oblique Orsini è un precursore dei tempi, prima che l'architetto catalano Gaudì ne faccia uso nella realizzazione del suo Park Guell.
Questo Parco dei Mostri, secondo l'autrice, non è "particolarmente ampio" ed il pagamento del biglietto di nove eur
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L'autore descrive la sua esperienza presso questo parco definito "il PRIMO PARCO GIOCHI DELLA STORIA". Inizia il suo post con una breve descrizione della storia del parco e ci consiglia di dimenticare il concetto "moderno di parco giochi" e ci dice "immergetevi in questa opera". Continua il post citando alcune delle scritture in pietra che si possono trovare tra cui i vari studiosi "hanno cercato di trovare un significato universalmente soddisfacente" anche se "senza riuscirvi". Tuttavia "cosa importa?", per lui il parco "è un luogo incantato" all'interno del quale "è molto facile perdersi" e
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L'autrice descrive brevemente la storia del Bosco Sacro di Bomarzo, meglio conosciuto come ''Parco dei Mostri'': il parco venne commissionato dal principe Vicino Orsini all'architetto Pirro Logorio, che realizzò ''una selva di simboli e miti'' di ''non chiarissima decodificazione''.
L'autrice lo definisce una ''macedonia di fantasia'', creature ''a metà tra fantastico e poetico''. Lo ritiene ''un luogo terapeutico'', in quanto consente ai bambini di ''esorcizzare la paura dei mostri'', ma interessante anche per i più grandi: permette di provare ''autentico stupore''.
Conclude l'articolo af
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L'autrice parla del luogo anche detto "Borgo Sacro" per la sua importanza a livello esoterico. Si trova nel territorio della Tuscia e fu costruito da "Pirro Ligorio". Racconta delle molte creature mostruose che si possono vedere, tra cui "orchi e draghi",componendo il "mondo incantato" in cui sembra di stare. Il fine di chi ha avuto l'idea di costruire questo parco, era quello di "liberare la mente dalle preoccupazioni terrene" camminando lungo un percorso che rappresenta le "difficoltà della vita".Sottolinea che le due figure rappresentative del Parco sono la "Casa Pendente" e l'"Orco".
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L'autrice parla di questa particolare villa dove si trova il Bosco dei Mostri, un parco con "creature fantastiche e mostruosita'" "sapientemente scolpite", cominciando col raccontarne la storia iniziata nel XVI Secolo.
Poi passa ad elencare alcune delle sculture piu' importanti, corredando il racconto con alcune fotografie.
Passa in rassegna Proteo, "genio del mare" coi "simboli araldici degli Orsini", il Pegaso, la Tartaruga con la Fama Alata (che simboleggiano rispettivamente un "atteggiamento di prudenza" e la "tempestivita'"), la "strana" casa pendente (al cui interno si ha una "sgrade
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L'autrice prima di raccontarci la sua visita al Parco ci descrive brevemente Bomarzo, "centro cittadino" dove riceve il consiglio di visitare il Palazzo Orsini.
Passando al Parco dei Mostri, "creato dal nobile Orsini", l'autrice lo descrive come "paesaggio verdeggiante" dove si "inseriscono" le statue e le creature mostruose che creano "quell'atmosfera di fiaba che aleggia nell'aria" e che la accompagna "durante tutta la visita", per poi passare alla descrizione di alcune statue rappresentanti "figure mitologiche" presenti nel Parco e la "caratteristica" "Casa Pendente".
Infine, l'autrice
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Brevissima pagina in cui l'autrice informa sulla storia del Parco, sui costi dei biglietti, sulla strada per arrivare e su altre attrazioni, vicine al Parco, così da organizzare l'intera giornata in questo luogo.
Secondo il suo ideatore, dice, passeggiando tra i mostri era un modo perchè "ci si potesse smarrire".