Opinione dettagliata di coccio
coccio
Pievebovigliana, Italia99%
Si torna in montagna :) Come non potervi raccontare anche questa escursione. Mi piace tanto visitare la mia terra, e di conseguenza mi piace condividere con voi le mie esperienze, e magari anche invogliarvi a visitare le mie zone.
Questa volta mi trovo all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il paese da cui parte questa escursione è un piccolo comune in provincia di Macerata che si chiama Bolognola; un paese di circa 200 abitanti a poco più di 1.000 metri di altezza.
In questa zona è possibile effettuare innomerevoli escursioni, ma la maggior parte di esse prevedono un camminamento in vetta alle montagne. Questa, insieme alla Valle del Fargno, sono invece due fantastiche escursioni all'interno delle valli. In particolare, le Cascate dell'Acquasanta sono un traguardo per quasi tutti i turisti della zona. Infatti il suo percorso è relativamente corto; prevede una camminata di 5,5 km quasi tutta in piano, per poi raggiungere una stupenda forra dove innumerevoli cascate d'acqua tingono la valle di un'atmosfera magica.
Arrivati a Bolognola non potete non vedere la chiesa che svetta accanto la strada. Dietro la chiesa c'è una strada che scende in basso a destra e la si segue per alcune centinaia di metri finchè non si incontra un piccolo borgo di case ristrutturate in pietra. Qui la segnaletica dice che la strada è senza sbocco. Proseguite ugualmente fino in fondo dove c'è un piccolo piazzale privato (abitato solo in pochi giorni dell'anno). Qui si può parcheggiare ai BORDI del piazzale senza intralciare troppo il traffico. Siamo giunti perciò al punto di partenza dell'escursione.
Cascate dell'Acquasanta10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Grado del riposo
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Unicità
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Zaino in spalla... si parte !!!
In fondo alla strada c'è un piccolo stradello che butta sulla destra, perfettamente segnalato da un cartello che indica il punto di partenza. Lo si imbocca scendendo su un sentiero. Questa è l'unica discesa che si incontra, ma niente di rilevante. Arrivati al centro della valle di risale di poco nel versante opposto, e anche questa è l'unica salita. D'ora in poi lo stradello prosegue tutto in piano seguendo il percorso del vecchio acquedotto. Di tanto in tanto si consiglia di fermarsi ad ammirare il panorama che muta di chilometro in chilometro. Non abbiate paura di sbagliare il percorso, è impossibile; eventualmente tranquillizzatevi ogni volta che incontrerete il cartello che indica i chilometri rimanenti.
La passeggiata inizia a farsi interessante non appena inizierete a vedere le prime cascatine. Qui lo stradello inizia a farsi un po' più pericoloso in quanto si ristringe notevolmente e la pendenza della montagna è alquanto elevata. Attraversare gli scoli delle cascate non è un problema nei mesi estivi, ma come sempre c'è da fare attenzione.
Di cascata in cascata gli ultimo 500 metri offrono uno scenario unico. D'estate il flusso dell'acqua è naturalmente inferiore, ma almeno permette l'attraversamento del sentiero. Autunno e primavera sono stagioni un po' più ambigue. L'inverno invece lo scenario è completamente diverso e molto più pericoloso. L'acqua si trasforma in ghiaccio e l'attraversata diviene più difficoltosa, ma dalla sua offre sicuramente uno spettacolo unico, con innunmerevoli ghiaccioli che pendono dalle pareti rocciose.
Arrivati in fondo si può ammirare la casacata più grande, sia di flusso che di altezza. Non siamo perfettamente al centro della gola, ma di poco spostati sulla sinistra. Nella gola invece scorre un fiume bloccato poi (ahimè) da una piccola diga che incanala l'acqua nel nuovo acquedotto con il quale si riesce ad alimentare innumerevoli paesi del circondariato (compreso il mio :). Quando il flusso dell'acqua non è notevole si riesce a scalare la diga e immettersi a piedi nella forra. Questa operazione però resta molto pericolosa, sia perchè le grate della diga sono scivolose, sia perchè all'interno della gola cadono costantemente dei massi dall'alto. Pertanto fatelo solamente se siete degli esperti escursionisti e ancora meglio se indossate il caschetto.
L'acqua che non riesce ad incanalarsi nell'acquedotto forma un piccolo ruscello dove è possibile riempire le proprie borracce e pertanto non è necessario che portiate con voi una grande scorta d'acqua. Qui non manca di certo :)
L'escursione, al di fuori dei 5,5 chilometri (per 2:).... bisogna pur tornare indietro) non presenta difficoltà. Si può definire più che altro una passeggiata, ma è sempre comunque consigliabile l'uso di scarponi da trekking e se possibile anche dei bastoncini.
E' possibile effettuare il ritorno percorrendo la strada alternativa che scende in basso seguendo in nuovo acquedotto. L'unico inconveniente è che non chiude ad anello il percorso!!! Da esso si giunge ad un paese limitrofo che si chiama Acquacanina distante circa 5 chilometri di strada asfaltata dal punto di partenza. Se si giunge con due macchine si può optare per questa alternativa lasciando una macchina in ogni singola destinazione. Comunque sia il percorso consigliabile è rifare lo stesso dell'andata, anche se sarà un po' meno emozionante.
Non ci vuole molto a fare tutto il percorso, e la maggior parte di esso si trova in ombra, perciò è consigliabile anche quando è molto caldo. Quì si sta di certo freschi.
Ed ora non mi resta altro che augurarvi... buona passeggiata :)))