[15.01.2009] L'autore, dopo aver fatto alcune considerazioni generali sulla città di Bologna, ci parla dell'Osteria Bottega, la "casa" di Daniele MInarelli, chef da lui già conosciuto ed apprezzato. Dopo aver fatto presente che trovare posteggio non è cosa semplice, l'autore afferma che a Bologna da anni il termine Osteria è "sinonimo di fregatura", ma non in questo caso.
Il locale è "convenientemente spartano", con 6-7 tavoli e sedie "da vera osteria" contenuti in uno spazio "mignon", da cui l'obbligo di prenotare.
L'autore passa quindi a descrivere il "vulcano-MInarelli" che elenca il menù con le diverse opzioni, che a volte impone al cliente.
La sua prova inizia con salumi misti "da favola" e continua con i primi piatti della tgradizione quali i tortellini "rigorosamente" in brodo di cappone e tagliatelle alla cipolla tipica di Medicina.
Tra i secondi "menzione speciale" per il coniglio con patate. I vini vengono definiti tutti "rigorosamente" appropriati e il conto elevato riflette semplicemente secondo l'autore l'ampio menù provato.
La conclusione è una lode a Minarelli, definito tra l'altro: "valente artigiano. Evviva".
Questa opinione è un´interpretazione dell´autore sopracitato