Opinione dettagliata di amzterdam
amzterdam
alzano lombardo, Italia99%
In occasione della bella giornata di Pasquetta io e Matteo siamo stati in Città Alta...era da un po' che volevo rivedere questo Museo, visto che l'ultima visita risaliva all'inizio delle scuole superiori se non prima.
Il ricordo più vivido che avevo era la ricostruzione del mammut all'inizio del percorso espositivo...ebbene, era ancora lì ad aspettarmi!
Complice l'ingresso gratuito siamo entrati ed abbiamo visto questo Museo, che anche Matteo aveva visitato, ma alle scuole elementari, con un occhio diverso.
Non offre cose mirabolanti, meglio dirlo subito, ma l'ingresso è gratuito ed offre numerosi spunti di interesse soprattutto per i bambini.
Oltre a ciò, l'altra nota dolente è l'accesso...una scalinata abbastanza ripida e non ho visto in giro ascensori. O almeno, ho visto una coppia che trasportava il passeggino per le scale, da questo ho dedotto che mancasse un mezzo più tecnologico per accedere ai piani superiori.
Museo Civico di Scienze Naturali E Caffi7
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Concetto
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Esposizione
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Rilevanza
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Il cuore del Museo è l'esposizione di animali imbalsamati...il che, razionalmente, mi ha fatto un po' senso. Oltre a questi ci sono delle ricostruzioni abbastanza grossolane, che non hanno fatto impazzire i bambini (ce n'era uno odioso che continuava ad indicare le cose e dire "Questo è finto, questo è finto...").
Tuttavia alcune cose possono essere utili e divertenti...ad esempio le teche riguardanti i volatili locali, grazie ai quali ho potuto capire quali sono le specie di uccellini che i miei gatti fanno fuori a ciclo continuo. Oppure, abitando in collina lontano dalla città, con Matteo abbiamo cercato di capire quali sono i misteriosi animali che si aggirano in zona. Insomma, nella zona dove si trovavano tassi, faine, volpi gli ho fatto tracciare un identikit e da lì abbiamo cercato di dare un volto alle sagome che ogni tanto ci attraversano la strada.
In queste sale ci sono inoltre delle postazioni con microscopi attraverso i quali grandi e piccoli possono vedere nel dettaglio vari elementi: piume, squame ed altro ancora. Inoltre c'è una parete sonora per scoprire il verso di numerosi uccelli.
Un'altra ala del museo è dedicata alla geologia, con un occhio particolare ai fossili ritrovati nella Bergamasca, il tutto corredato da numerosi pannelli esplicativi. Magari è meno varia rispetto all'area dedicata alla fauna, ma comunque interessante anche per questo aggancio con la realtà locale.
Seguendo le indicazioni per vedere il cervo fossile, ci siamo spostati in un'altra zona, che in occasione della mia precedente visita ai tempi che furono ancora non era stata inaugurata.
Qui c'è un mix di cose: da manufatti di stampo africano (maschere, copricapi, scudi e statuette) a quelli degli indiani di America, con tanto di vestiti e tenda indiana.
Nel mezzo si trovano anche delle vertine contenenti strumentistica legata alla medicina risalenti alla fine dell'Ottocento o inizio Novecento, il che rende l'idea di come i medici di allora dovessero essere un incrocio tra uno scienziato ed un pioniere della scienza.
Alla fine l'esposizione del cervo fossile, alla cui ricerca mi ero lanciata, non era aperta per lavori in corso.
In ogni caso è stata una visita interessante, anche se non di ampie dimensioni o con reperti di alto valore.
Credo possa essere interessante proprio per i bambini, per vedere da vicino degli animali (sebbene defunti...), alcune loro caratteristiche (lo scheletro della tartaruga di mare, quello del pipistrello, i denti dello squalo, per dirne qualcuno...) e per farli interessare alla scienza.
Avrebbe forse bisogno di una svecchiata generale, sull'esempio delle nuove sale aperte, e di darsi una maggiore chiarezza nell'esposizione. Insomma, tra capanne soiux e stetoscopi non si capisce bene che c'azzecchino fossili e merli impagliati.