Opinione dettagliata di polipakos
polipakos(52)
Torino, Italia99%
Il ristorante Buon Padre è uno di quei locali presenti sul territorio da moltissimo tempo che ha conservato le tradizioni culinarie piemontesi. Anzitutto è situato a Barolo, paese delle Langhe famoso in tutto il mondo per la perla che cresce sulle colline circostanti: il vitigno Nebbiolo dal quale si ricava dopo 4 anni di invecchiamento in botti di rovere di Slavonia l'insuperabile vino Barolo. Nelle Langhe c'è sempre stata la cultura del mangiare e del bere bene, magari con piatti semplici, ma con prodotti di assoluta qualità.
Avvicinandoci al periodo pasquale, che tradizionalmente è quello dove si scelgono i vini da acquistare direttamente dai produttori, partiamo domenica mattina per una scorribanda langarola che ci condurrà prima in alcune cantine che ben conosciamo e dove scambieremo giudizi e opinioni sui nuovi vini dell'annata e poi sino a Barolo per pranzare in questo ristorante.
L'ambiente è semplice, pochi coperti suddivisi tra due piccole salette, tovagliato senza pretese, ma sin dall'ingresso ci accoglie quel profumino di cucina che ben conoscono gli amanti della buona tavola. Questo profumino arriva dritto dritto da una finestrella di comunicazione tra la cucina appunto e la sala ristorante, utilizzata per far passare le portate man mano che vengono preparate.
Ci accomodiamo e subito cominciamo a sgranocchiare dei magnifici grissini caserecci già presenti sul tavolo, un pochettino per ingannare l'attesa della "comanda", un pochettino per "tamponare" i ripetuti assaggi enologici fatti nelle diverse cantine visitate.
Sin da subito è chiaro che in questo locale si mangia e si "parla" piemontese, anzi Langarolo.
Iniziamo il pranzo con il "Misto del Buon Padre", in pratica tre assaggi di antipasti che nel nostro caso erano composti, nell'ordine di portata, da carne cruda di Fassone tagliata a coltello e condita all'albese, vitello tonnato e per finire peperoni grigliati con bagna caoda. Ottimo inizio, sapori giusti, carne di qualità.
Per i primi chiediamo se è possibile fare una sorta di degustazione, con mini porzioni di quanto previsto dal menù. Nessun problema ci viene risposto (ovviamente in dialetto), ed infatti ecco giungerci nell'ordine tajarin fatti a mano con sugo di funghi porcini (ovviamente secchi e poi "rinvenuti), agnolotti al plin con sugo d'arrosto e per finire risotto al barolo. Tra i tre assaggi (molto abbondanti per la verità) la mia preferenza è andata ai tajarin, perfetti per consistenza, cottura e manifattura. I funghi secchi utilizzati per il sugo erano chiaramente provenienti dall'alta Langa, funghi dei castagneti tanto per intenderci.
Sui secondi ci sparpagliamo in ordine sparso con la promessa di scambiarci assaggini. Personalmente ho scelto la faraona al forno con contorno di patate, gli altri si sono lanciati sul carrè di vitello arrosto, il brasato al barolo, il capretto al forno. Dopo aver meditato il giusto alla fine del giro di assaggi decidiamo all'unanimità che sì, anche i secondi sono decisamente all'altezza e ci congratuliamo a vicenda per la scelta del ristorante.
Per dolce un magnifico zabaglione al marsala per me, bunet al cioccolato per le gentili signore e pere Martin al vino per l'altro maschietto della compagnia.
La carta dei vini comprende etichette prevalentemente regionali e la fanno da padroni i rossi della cantina di famiglia. Abbiamo pasteggiato con un Dolcetto d'Alba Superiore prodotto nelle vicinanze veramente ottimo per corpo e aroma. Con i secondi ci siamo poi coccolati con un Barolo Bricco delle Viole Riserva 2003 semplicemente fantastico, servito alla giusta temperatura e ossigenazione.
Buon Padre8
Valutazioni
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Cucina
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Servizio
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Questo ristorante ci ha convinto pienamente, vuoi per quanto riguarda l'ambiente, raccolto e senza pretese ma "caldo", vuoi per l'ottima cucina e gli ottimi vini serviti.
Il servizio è stato attento, di tipo "familiare" ma non invadente e il conto tutto sommato si è rivelato più che accettabile. Del resto le ottime materie prime e i magnifici vini non possono certo essere regalati. La bottiglia di Barolo valeva tutti i suoi 40 euro e ve lo dice uno che è sempre critico sui ricarichi eccessivi fatti da osti discutibili su vini di qualità decisamente inferiore.
Per finire: all'ingresso troverete anche un quadernone sul quale potrete lasciare scritte le vostre impressioni. Sfogliandolo ho visto solo commenti positivi e questo è un buon segno.
Insomma: ve lo consiglio.