ontheroad(36)
cuneo, Italia
99%
Piccolo, o meglio, contenuto. Piacevole, o meglio, rasserentante.
Il borgo di bard è come un piccolo quartiere appartenente al presente ma tramandato dal passato, una sorta di eredità che ha il compito di continuare a parlare un linguaggio diverso, scandito da tempi diversi, umani, dal battito del respiro piuttosto che da quello dell'orologio, dai riflessi del sole sulle case piuttosto che da quelli di specchi illusori.
Un borgo senza inganni, semplice, vivo, vibrante a modo suo.
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Arrivare a Bard è semplice, è praticamente il primo paese che si trova in Valle D'Aosta uscendo dall'autostrada e proseguendo per Aosta, anche i parcheggi sono sufficienti a supportare il flusso di turisti in arrivo, ci sono infatti più nuclei di parcheggi prima e dopo il forte (uno è addirittura direttamente collegato all'ascensore che permette la salita al fort...)
Bard è Bard.
Un paese piccolo, pieno di sapori antichi.
Attraversando le sue stradine strette e serpentine, incontrerete numerosi punti di informazione turistica che vi informeranno del perchè un'edificio è importante per il borgo o che vi inviteranno ad osservare le finestre lignee piuttosto che i resti di antichi affreschi impressi sui muri.
Un piccolo paese, visitato in una mattina in cui il sole ancora non era alto, tra le ombre, i silenzi, i passi quasi stanchi di cavalli che trainavano carrozze probabilmente destinati ai turisti, ancora dormineti.
Un paese pieno di gorgoglii d'acqua, dalle molte fontane zampillanti che fanno scorrere fiumi d'acqua su lavatoi in cui, probabilmente, nessuno più sciacqua i propri pannima da cui bere è immensamente gratificante, assaporando quell'acqua libera di scorrere di continuo in parte si afferra lo spirito del paese, un paese che vive di se stesso, del proprio forte, il nucleo della cultura, il polo del lavoro, l'attrazione che permette alle piccole iniziative locali di sopravvivere, di contnuare a parlare un linguaggio umano mentre gli echi dei passi si sovrappongono a quelli delle fontane che continuano a fare scorrere abbondantemente i loro getti d'acqua in un paese un po' vittima e un po' protagonista di se stesso.
Non ci sono grosse attrazioni da visitare, al di fuori del forte così imgombrante nel paesaggio intestino del forte, non ci sono molti negozi, forse solo qualche bar, qualche ristorante, pochi hotel o meglio piccole strutture destinate ad un'accoglienza più informale e calorosa, insomma, a Bard non c'è molto se non quel paesaggio da osservare che lascia senza fiato, che smorza il respiro per i violenti tagli del vento sul volto mentre si cerca di guardare oltre, oltre le vallate in balia del freddo sempre incipiente, in cerca di un raggio di sole tardivo, in cerca di un riverbero di luce che sorprende e che illumina qualche anfratto di una montagna infinita, fatta di tanta austerità e di molte rinunce. La vita militare, la vita di un paese di montagna destinato a vivere in attesa di una difesa mai necessaria, la vita di piccoli notabili che gareggiavano tra loro mostrando le loro case come dimostrazione del potere raggiunto o atteso, la vita di un paese che ne riassume molti altri al suo interno.
E tutto questo mentre le strette strade continuano ad essere calpestate da passi umani piuttosti che da pneumatici maleodoranti.