Opinione dettagliata di petardo
Civita di Bagnoregio e’ uno di quei pochi posti che ti restano nell’anima, non li puoi dimenticare.
Arrivati a Bagnoregio, in fondo al paese, verso est, c’e’ un piccolo parcheggio. Lasciata qui l’auto, si sbuca in un punto dal quale si vede Civita di Bagnoregio.
Un incredibile lungo ponticello pedonale, di circa 300 metri, dall’aspetto assai precario (anche se e’ fatto in cemento) conduce a Civita.
La precarieta’ e’ presente anche li’.
Infatti si puo’ dire che Civita di Bagnoregio sorge su un isolotto di tufo con attorno, piu’ in basso, un mare ondoso fatto di argilla.
Questa particolare, unica conformazione e’dovuta sia all’erosione naturale che subisce il fragile suolo, sia terremoti che hanno colpito la zona attorno al 1700, che isolarono quella zona del paese.
Ancora oggi le ripide pareti che attorniano Civita tendono a franare a valle, a sgretolarsi.
Per questa sua caratteristica e’ chiamata, malinconicamente, “la citta’ che muore, anche se spero che l’eventualita’ sia molto remota
Entrati dalla porta principale, dopo il lungo ponte sul “mare di argilla, l’antica bellezza del minuscolo paese, rimasto giocoforza come era, con costruzioni che vanno dal medioevo al rinascimento, appare in tutta la sua piccola bellezza.
Ogni vicolo, piazzetta, arco che compare all’improvviso dietro l’angolo sono emozionanti.
Qui e’ nato San Bonaventura, ed esiste ancora la sua casa natale.
Chi vuole, puo’ fermarsi a pranzo o a cena: simpatici posticini non mancano.
Civita conta pochi, pochissimi abitanti, anche se, pare, ultimamente, qualche cenno di vitalita’ che fa ben sperare per il futuro si sia avvertito.
Civita, la citta’ che muore, spero, non moria’!
Civita di Bagnoregio10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo