Opinione dettagliata di salamandra
salamandra
Cuneo, Italia98%
La Valle d'Aosta è terra di castelli, basta percorrerla nella sua lunghezza per rendersene conto.
Alzando lo sguardo su alture rocciose o sulla sommità di dolci colline si vedono torri, rovine e manieri.
Uno di questi è il castello di Aymavilles, situato poco dopo Aosta all'ingresso della valle che porta a Cogne.
La prima cosa che colpisce di questo castello quando lo si osserva dalla valle è il fatto che è ben differente dagli altri che sorgono vicino. Infatti, mentre gli edifici di Sarre, Villeneuve, Saint Pierre hanno conservato un'impronta medioevale, quella che secondo il nostro immaginario devono avere i castelli, Aymavilles si presenta come una residenza signorile, così elegante e raffinata nel suo colore chiaro, adagiata su un verde prato su una collina circondata da vigneti.
Di passaggio in Valle d'Aosta ho notato spesso questa costruzione e ho sempre avuto il desiderio di visitarla, ma l'ho sempre trovato chiuso per restauro.
Quest'anno sono stata fortunata: durante la mia permanenza nella regione il castello è rimasto aperto al pubblico 5 giorni per un "evento cantiere" e prenotando con diverso anticipo sono riuscita a vederlo.
Castello di Aymavilles9
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Architettura
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Stato
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Significato storico
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Si è trattata di una visita un pò particolare perchè l'edificio è interessato da un'opera di restauro che si sta protraendo molto nel tempo. La ristrutturazione degli esterni è stata completata e la costruzione appare ora nella sua forma migliore.
L'edificio è piuttosto compatto a vederlo da vicino ed è composto da una parte quadrangolare ai cui lati si inseriscono 4 torri tonde e merlate.
Da lontano appare più grande di quanto è in realtà.
Intorno al castello ci sono due prati su livelli differenti, corrispondenti a quelle che un tempo erano le cinte murarie, con erba bassa e pochi alberi.
Da questi prati si gode di una magnifica vista sulla valle e si arrivano a vedere gli altri castelli del circondario.
A differenza della parte esterna, gli interni, invece, sono ancora in fase di restauro. Ciò che si osserva è un cantiere dove sono visibili i segni delle indagini che si stanno svolgendo sugli strati di intonaco e le ricerche per individuare l'epoca dei diversi corpi dell'edificio.
Ed in questa situazione di "cantiere aperto" la visita non poteva essere di sicuro svolta in modo tradizionale ed infatti si è rilevata singolare e comunque molto interessante.
Prima di tutto, arrivata al castello, al di là della bellezza del luogo, ho notato uqnto accurata era l'intera organizzazione.
Il primo cortile è stato adibito a parcheggio e un addetto controllava la situazione.
All'ingresso del secondo cortile siamo stati accolti in modo cortese ed accompagnati verso le ex-scuderie, ora adibite a centro informazioni, dove abbiamo dato conferma della nostra presenza e ricevuto opuscoli informativi. In una delle camere di questo edificio è stata allestita una piccola sala di proiezione e su un televisore si poteva vedere un documentario che narrava la storia del castello e l'evoluzione dal punto di vista architettonico dell'edificio nel corso dei secoli.
In attesa che arrivare il nostro orario di visita ne abbiamo preso visione, anche per incominciare a conoscere qualcosa di Aymavilles.
Seppure breve si è rivelato molto chiaro ed esaustivo, grazie anche ad una ricostruzione con elementi grafici i movimento che ha entusiasmato le bambine.
Dopo di chè è iniziata la visita vera e propria, durata circa un'ora, nel corso della quale quattro guide ci hanno illustrato Aymavilles, inserendolo nel suo contesto storico e geografico.
Visto che i restauri interni sono ancora all'inizio e non ci sono dati certi su come erano le camere del castello la visita si basa su delle ipotesi e fa riferimento a come erano le dimore nel '700 e nel '800, epoche in cui si sa che il castello era abitato.
All'interno, quindi, in due sale centrali abbiamo visto la proiezione di diapositive sul '700, al primo piano, e sull'800, al secondo, coadiuvate, ovviamente dalla spiegazione dell'incaricato.
Nelle sale, purtroppo, non c'è molto da vedere.
Gli ambienti non sono molto grandi e le torri sono integrate negli angoli della struttura.
Il castello è stato abitato fino al 1970 e le pareti sono state imbiancate o ricoperte da una tappezzeria orribile. Qua e là però compaiono i sondaggi effettuati dagli esperti e si intravedono affreschi di diversi stili.
Per vederli nel loro splendore occorrerà aspettare ancora qualche anno, a restauro compiuto, quando il castello diventerà un museo e ospiterà la collezione dell'ordine di Sant'Anselmo.
Lasciamo Aymavilles soddisfatti della visita, condotta in modo molto competente e che ci ha dato modo di conoscere un pò di più questo particolare castello.
Non è la prima volta che i beni Culturali aprono le porte, seppur per un breve periodo, di questo castello. Il mio consiglio è di approfittarne se siete in valle: è gratuita e ricca di spunti interessanti.