Opinione dettagliata di VAGABONDELE
Increbile ma vero!! Primo giorno a Uluru e.. piove a catinelle!! Penso di essere tra le pochissime fortunate ad avere visto il simbolo per eccellenza dell'Australia coperto dalle nuvole e sotto la pioggia.
Ho scritto fortuna, ma non volevo essere ironica, anzi!! Vedere questo monolite rosso bagnato dalla pioggia regala emozioni ancora più intense che vederlo sotto il sole (il secondo giorno il sole regnava sovrano e ci siamo ritornati per poterci gustare il prima e dopo le nuvole); il rosso è più intenso e lungo tutto il perimetro si formano cascate dai nomi non sempre musicali.
Le pozze che si formano in questa stagione - siamo ad inizio primavera - hanno garantito per secoli alle popolazioni nomadi e agli animali una fonte d'acqua dolce, e il poterle vedere al massimo della loro portata è spettacolare!!
Sotto la pioggia, abbiamo comunque fatto l'intero percorso ai piedi della montagna sacra, è lungo circa 10 km, tutto in piano con un sentiero battuto, al punto che alcuni tratti sono perfettamente accessibile ai diversamente abili (incredibile eh?? siamo in mezzo al deserto e predispongono i sentieri e le aree sosta per agevolare i meno fortunati, un esempio incredibile di civilta non trovate???)
Iniziamo il percorso seguendo il senso orario e quindi la prima pozza d'acqua che incontriamo è la più spettacolare con il suo salto nel vuoto di quasi duecentro metri: stiamo ammirando la famosissima Kantju Gorge sul sentiero denominato Mala Walk (tracciato violetto) fate però attenzione, questo è un luogo sacro per le donne aborigene e quindi nella aree precedenti la pozza è chiesto, in segno di rispetto di non fare foto.
Alcuni dicono che fotografare questi siti (li riconoscete perchè sono preceduti da diversi fori nella montagna) porti sfortuna, cosi come il prelevare pezzetti di pietra, sassi o sabbia.
Il buon senso vorrebbe che i visitatori non tocchino nulla ma si sa non sempre il buon senso accompagna le persone. (giusto per info: nel centro Culturale all'ingresso del parco, sono conservate centinaia di lettere, fax e pacchi di persone che dopo aver prelavato e portato a casa souvenir di questo posto, l'hanno reso perchè perseguitati dalle sciagure...)
La seconda pozza si trova invece a nord poco dopo il sasso Taputji ma qui non arriviamo perchè bisognerebbe attraversare un altro luogo sacro, questa volta per gli uomini.
L'ultima è anche la più nascosta, si trova quasi al termine del percorso ed è chiamata mutitjulu Waerhole, alla sua sinistra ci sono diverse insenature nella roccia che chiamare caverne mi sembra esagerato.. ma che valgono la pena di essere viste perche sono coperte di graffiti aborigeni!
Ritorniamo sui nostri passi e riconquistiamo il parcheggio, in compagnia di persone completamente scalze, davanti ai nostri occhi sgranati ci viene spiegato da un accompagnatore aborigeno che per vivere questo posto bisogna andare scalzi, garantisce che solo in questo modo si può entrare in contatto con le energie positive che questo posto regala..
Ok potete chiaramente immaginare che dopo pochissimo eravamo scalzi, immersi nel fango frossiccio fino alle caviglie, con la pioggia che continuava ad inzupparci i vestiti.. ma.. eravamo estremamente felici come quando da bimbi si riusciva ad eludere il controllo della mamma e potevamo sguazzare nelle pozzanghere!!
Saranno state le energie del posto - voglio fortemente crederci - oppure no (come pensano alcuni compagni di avventura) ma questo momento passerà nei nostri annali!!!
2 giorno, prima di tornare ad Uluru decidiamo di fare tappa ai monti Kata tjuta (molte teste per i Pitjantjatjara, molti Olga per gli inglesi) a circa una trentina di chilometri ad ovest di Uluru, prima tappa il punto di osservazione delle dune che è posto lungo la strada asfaltata che corre lungo i monti, bello ma fremiamo..
Vogliamo arrivare alla base dei monti la nostra seconda tappa è la Valle dei Venti, con il suo cammino - anche questo circolare - che in alcuni tratti si presenta un pochino impegnativo..
Qui i guardiani del parco sono alcuni rappresentanti del Tjukurpa (altra comunità aborigena) che sono ben contenti nell'illustrarvi le particolari piante che qui vivono, a identificare per voi le orme che sono presenti sul terreno e anche sui movimenti che alcuni insetti, uccelli e altri animali fanno senza che noi-voi ce ne rendiamo conto.
Bello ed emozionante il percorso dura circa tre ore e lungo circa sette chilometri e offre due punti di osservazione panoramiche: il primo e quello di Karu (carino ma non cosi memorabile) il secondo invece è quello del Karingana molto più emozionante, da questo punto vedete l'intero gruppo compresi i "sassi" sparsi, la piccola arrampicata vale lo spettacolo che si apre davanti ai vostri occhi. Bello ed emozionante, che volere di più?
Parco Nazionale di Uluru-Kata Tjuta8
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Che dire.. difficile immaginare un esempio di civiltà e rispetto migliore di questo sito:
la gestione del parco è affidata agli Anangu ( gli aborigeni che abitavano questo posto molto prima che arrivassero gli occidentali) tutto e predisposto per ottenere il massimo rispetto della natura, del sito e degli animali che qui vivono!
I diversamente abili qui possono predere parte alle diverse attività, i sentieri attorno ad Uluru sono predisposti per essere quasi del tutto percorsi mentre per i monti Kata tjuta sono stati creati punti di osservazione.
Il costo del biglietto pari a 25 dollari è nominativo ma è valido per tre giorni il che permette a tutti i visitatori di godere appieno del parco, potendo quindi visitare serenamente entrambe le attrazioni.
Un'unica preghiera, a tutti voi che viaggiate con il cuore e non solo per mettere un'ennesima bandierina sul planisfero, non calpestate il monolita, non saliteci.. per i nostri amici è un luogo sacro.. pensate a come vi sentireste voi se qualcuno, arrivasse dall'altra parte del mondo è calpestasse quello che più vi sta a cuore!!! grazie