Opinione dettagliata di ale84sandra
In occasione del Capodanno sono partita, quest'anno, alla volta di Arezzo. Prima di partire, mi sono documentata un po', e grazie all'opinione di un trivaghino mi sono interessata per prima cosa a quest'attrazione, di cui ho cercato maggiori informazioni, ma la maggior parte dei link dà solo brevi cenni, così l'unica cosa che mi era rimasta da fare era visitarla.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata per me una delle più belle attrazioni della città, sopratutto per gli esterni e per la sua storia che la rende un luogo magico legato all'acqua, uno degli elementi primari della nostra vita, di cui ne è una delle principali fonti. In origine in questo luogo sorgeva una fonte e poiché gli antichi conoscevano meglio di noi l'importanza di tale elemento vi costruirono un altare consacrato ad Apollo, nel medioevo venne ribattezzata Fonte Tecta. Questo luogo deve essere stato una grande meta di pellegrinaggio, finché qualcuno non s'infastidì e quel qualcuno fu San Bernardino che nei primi anni del 1400 cercò di distruggerla per motivi che non è dato a noi sapere, ma che cerco d'immaginare. Tale Bernardino fu cacciato dalla città, ma non si perse d'animo perché vi ritornò qualche anno dopo e riuscì nel suo intento iniziale. Al posto della fonte fece erigere un oratorio e solo successivamente venne addossato lo splendido portico.
Non sono riuscita a capire durante la visita il punto esatto dove sorgeva la fonte, ma credo nella zona dell'altare. La storia unita alla bellezza del portico e alle ferme e robuste mura dell'interno insieme con l'altare di marmo di Andrea della Robbia rendono questo luogo suggestivo e particolare e vale la pena visitarlo se ci si trova nei pressi di Arezzo. Tra l'altro è calato in un ambiente molto tranquillo, un'oasi di pace nella città.
Santuario di Santa Maria delle Grazie9
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Architettura
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La Chiesa si trova fuori dal centro di Arezzo, non troppo distante dalla stazione ferroviaria, su una via che ne riporta il nome. Non so indicarvi esattamente la strada, poiché avevamo il navigatore e ci ha portato "lui". Fuori dalla Chiesa c'è un parcheggio piccolo ma poco frequentato e gratuito, molto ma molto comodo.
Appena arrivati ci si trova di fronte un grande cancello aperto e delle mura che circondano il tutto e proprio fuori è posta una tavola con informazioni storiche ed artistiche su quello che si andrà a visitare. Varcata la soglia ci si trova in un parco, con alberi (la maggior parte tagliati ed altri purtroppo caduti) e un prato fitto e basso dal colore verde intenso e poi...la meraviglia!
Un porticato spettacolare, dalle linee nette e simmetriche, pulito, ordinato, mantenuto alla perfezione e che dà l'idea di delicatezza grazie alle sue grandi arcate. Si tratta del Portico realizzato successivamente alla chiesa, precisamente nel 1490, da Benedetto da Maiano, che s'ispirò all'ospedale degli Innocenti di Brunelleschi e la somiglianza si coglie parecchio o quantomeno l'ispirazione. Archi dolci si susseguono in un bianco che emana candore ma resistenza. Questa è certamente una delle più belle attrattive artistiche della Chiesa. Importanti sono le proporzioni che si notano facendo attenzione alle colonne, poichè la loro altezza e quella del pulvino (il basamento tra il capitello e l'arco) è pari alla luce degli archi. Interessanti sono proprio le colonne e sopratutto i capitelli, gli uni diversi dagli altri. Elegante è anche il soffitto. Ai lati ci sono altre due costruzioni che dovrebbero essere la testimonianza di altre strutture esistenti che però sono un po' abbandonate a loro stesse. Sul porticato vi sono poi incisioni di visitatori che risalgono anche ai primi del Novecento, entrando così anche loro, a far parte della storia. L'eleganza e la bellezza del porticato contrastano con l'interno della Chiesa a cui si accede attraversando un portale con sopra inciso un sole. L'ambiente si presenta con un'unica navata in stile tardo gotico, con alto soffitto e spazi larghi, anche se tutto sommato rispetto alla dimensione esterna è molto piccola. D'impatto colpisce l'altare molto grande di Andrea della Robbia, dove è stato posto anche un affresco "La Madonna col Bambino" del 1400, che fu realizzato subito dopo la costruzione dell'oratorio. Dietro esso una piccola abside. Il soffitto austero è formato da volte a crociera. Accanto all'abside a destra c'è un'apertura (purtroppo o per fortuna) coperta dalla costruzione di un presepe, molto bello, ma che copriva tutti gli affreschi dietro. Questa dovrebbe essere la cappella di san Bernardino. Molto probabilmente è nella zona dell'abside che sorgeva la fonte, e lo dico per sensazione e non a rigor di logica. L'interno dà l'idea di freschezza.
Tutta l'attrazione è visitabile gratuitamente.