Opinione dettagliata di ale84sandra
Il Duomo d'Arezzo vale da solo una visita o una sosta nella città. Il suo nome vero è Cattedrale di San Donato e si trova alla fine di Corso Italia su un'altura e sembra in qualche modo dominare la città. Ha proporzioni gigantesche e se la facciata non mostra chiari segni di maestosità, gli interni lasciano senza parole. Il Duomo è stato costruito sulla zona in cui sorgeva una chiesa paleocristiana e probabilmente è proprio su questo colle che nascono le origini della città, in quanto si legge che qui sorgeva l'acropoli cittadina. Il nome è curioso, infatti in realtà si deve al fatto che la prima cattedrale della città fu costruita nel luogo dove era stato sepolto San Donato, ma questo luogo non è sul colle dove è stata costruita questa attrazione, ma altrove. Fu poi Papa Innocenzo terzo che volle spostare il Duomo qui. Quindi abbiamo una chiesa titolata a San Donato su un luogo diverso che però ne conserva il nome.
Cattedrale di San Donato10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Atmosfera
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Architettura
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Arrivare al Duomo è semplicissimo, basta percorrere tutto il Corso Italia, sino al colle in cui sorge. La si nota subito in tutta la sua grandezza. Ci si può arrivare a piedi, poiché il corso è pedonale.
L'esterno è stato costruito con l'arenaria, sicché ha un colore molto chiaro e sobrio. Le dimensioni sono ampie e danno l'idea di imponenza e resistenza. La struttura è stata ristrutturata più volte e la zona non toccata che quindi riporta l'originale è il fianco destro e la parte finale di chiaro stile gotico, austero e potente. La facciata invece è stata rinnovata negli anni ed è molto sobria. Nella parte posteriore si trova il campanile, che da sempre ha avuto una storia travagliata. Infatti questo è il terzo, il primo fu fatto togliere perché con le vibrazioni rovinava le vetrate e il secondo fu minacciato da alcune perdite d'acqua. L'ingresso è posto sulla sommita di una grande scalinata, dove c'è anche una statua di, onestamente non so chi, che punta lo sguardo verso il campanile di una struttura poco distante dal Duomo. Salendo tutta la scalinata si arriva all'ingresso che permette d'immergersi nell'interno. Quest'ultimo contrasta con il fuori e lascia spiazzati e senza parole. Grandezza e maestosità dispiegata in tre navate. Le colonne e i pilastri sono altissimi ed enormi, come grandi e forte gambe che reggono il peso della storia e degli anni. Per il resto...buio! L'illuminazione è scarsa, purtroppo da una parte perché si riesce a vedere poco, per fortuna dall'altra perché conferisce un'atmosfera particolare e mistica all'ambiente austero e ricco ed elegante contemporaneamente. La luce filtra da vetrate favolose di Marcillot, che sono vere e proprie opere d'arte. Così come una vera e propria opera d'arte è posta nel presbiterio e si tratta di una scultura marmorea del 1300, l'Arca di San Donato. All'interno vi è anche un affresco di Piero della Francesca, " La Maddalena", ma la luce rende difficoltosa la vista. La parte che più mi ha colpito e mi ha lasciato veramente senza parole è però una cappella posta sul lato sinistro, completamente affrescata, un capolavoro praticamente che ti porta ad osservare o meglio a contemplare il tutto per parecchio tempo. Mi ha completamente rapita. Uscendo si può percorrere, tornando indietro la parte esterna laterale che secondo me è un mix tra gotico e romanico che crea un effetto spettacolare. L'ingresso, è ovviamente gratuito. Credo però che non sia accessibile ai disabili per via della scalinata.