Opinione dettagliata di conoscersi
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La natura in Sicilia ha mille volti.
In provincia di Agrigento, ad esempio, è possibile imbattersi in un paesaggio a dir poco... lunare, caratterizzato da centinaia di solfatare, che gorgogliano e sprizzano fango... che, si narra, gli antichi greci e romani utilizzavano per le maschere di bellezza.
Si tratta dei cosiddetti vulcanelli di Macalube, noti già a Platone, Aristotele, Diodoro Siculo e Plinio il Vecchio.
In questi luoghi un tempo lontanissimo sorgeva - secondo una delle tante leggende - una città di nome Cartagine (sì, lo stesso nome di quella africana!!), seppellita in seguito ad un'eruzione dei vulcanelli. All'epoca la città sommersa era diventata un centro importante dell'isola, ma un giorno, durante una festa religiosa, scoppiò una lite violenta tra due opposte fazioni della popolazione. A seguito di un'offesa a una divinità, questa s'infuriò e fece sprofondare nelle viscere della terra tutto il paese.
Sarà per questo che si fa derivare il toponimo Macalube dall'arabo Maqlùb... che significa "ribaltamento".
Dalla leggenda alla realtà... ho avuto modo di visitare questo paesaggio lunare qualche tempo fa. Mi trovavo ad Aragona per una visita lampo al paese... ho saputo solo allora che lì vicino era possibile visitare la Riserva Naturale Integrale Macalube, visto che - ahimé - in molte guide turistiche il sito non viene menzionato!
Riserva Naturale Integrale Macalube di Aragona8
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Unicità
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La segnaletica presente ci ha consentito di trovare con facilità il posto... distante solo 4 chilometri da Aragona e raggiungibile attraverso una strada carrabile che poi ...si spinge a mo' di trazzera sino alla contrada Macalube.
Per raggiungere invece il comune di Aragona bisogna percorrere la SS 189 che da Agrigento si spinge verso l'entroterra...
Una volta arrivati abbiamo trovato a nostra disposizione un ampio parcheggio dove lasciare tranquillamente l'auto per poi procedere a piedi... l'ingresso alla riserva è gratuito!
Siamo giunti lì all'ora di pranzo e, nonostante l'ora insolita per una visita, non abbiamo avuto alcuna difficoltà ad accedere alla riserva... anche se abbiamo notato che non tutte le zone sono aperte al pubblico... "fai da te"!
A farci compagnia vi era solo una coppia di turisti stranieri che come noi è rimasta affascinata da questo paesaggio.
Attraverso dei percorsi prestabiliti ci siamo trovati a passeggiare in questa landa brulla... senza vegetazione alcuna, ma caratterizzata dalla presenza di piccoli vulcanelli di fango che donano al paesaggio circostante un colore biancastro... tendente al grigio!
Eh si! Sembra proprio di trovarsi in un paesaggio lunare!!!
Ma basta guardarsi alle spalle per accorgersi come il paesaggio attorno muti... Le alture attorno sono ricoperte da un manto erboso... sul quale in quei giorni faceva capolino un tappeto di fiori selvatici di colore fucsia e giallo... tipici della stagione primaverile!
Il fenomeno geologico, che interessa questa parte del territorio da secoli oramai, va sotto il nome di "vulcanismo sedimentario" e si manifesta in presenza di gas sottoposto ad una certa pressione che, alla presenza di argille non consolidate e intercalate in livelli di acqua salata, fuoriescono da piccoli coni di fango, dando vita a queste curiose manifestazioni... e ad un paesaggio alquanto desolato!
I gas delle Macalube sono costituiti essenzialmente da metano... e di rado è possibile assistere a delle vere e proprie eruzioni esplosive, accompagnate da boati, con espulsione di materiale argilloso misto ad acqua e gas... che vengono scagliati a notevole altezza!!
Quando sono stata io sul posto, in realtà non ho avuto la fortuna di assistere ad alcuna ....eruzione esplosiva. Un vero peccato... siamo stati lì fermi ad osservare nella speranza che prima o poi qualcosa sarebbe fuoriuscita dai coni esplosivi... ma ahimé le fuoriuscite si riducevano a piccoli rigagnoli di acqua, anche se non di rado si sentiva un tenue ribollire proveniente... da sotto il terreno.
Inutile dirvi che questo territorio ovviamente suscita interesse negli studiosi e nella comunità scientifica... e addirittura le prime testimonianze del posto si fanno risalire a Platone, mentre Guy De Maupassant nel finire dell'Ottocento definiva i vulcanelli delle vere e proprie "pustole di una terribile malattia della natura"!!
Comunque gli abitanti del luogo hanno sempre denominato il posto "occhiu di Macalubi" in dialetto... forse per via della forma circolare della collina che, con il suo colore bianco è piuttosto somigliante ad un occhio... per l'appunto!
Attorno poi si possono ammirare anche dei piccoli stagni dove se si è fortunati è possibile scorgere le rane... noi siamo stati sin troppo fortunati e nel nostro cammino ci siamo imbattuti in un piccolo rettile che abilmente siamo riusciti a scansare...
La gita, come vedete, è stata ricca di emozioni... si tratta di un luogo unico e molto suggestivo... Lungo i percorsi son ben visibili alcuni pannelli esplicativi dove vengono riportate foto e informazioni relative alla riserva e ai fenomeni eruttivi... e non mancano le panche dove poter riposare dopo la lunga camminata.
In conclusione... anche la Sicilia ha la sua...luna.... e per visitarla, basta venire ad Aragona, nella contrada Macalube!!!!