Opinione dettagliata di Nuel
La tomba Brion è un moderno mausoleo per certi versi faraonico: occupa un'area ampia, non si è badato a spese nella sua costruzione e... come nella migliore tradizione faraonica, vi è sepolto anche l'architetto che la progettò.
Gli ingressi sono due: quello dal cimitero comunale, inteso come vero ingresso del cimitero privato, e quello che da sulla cappella, più riservato, che permette di entrare nel cimitero privato senza passare da quello comunale.
Entrando dall'ingresso che da sul cimitero comunale, basta fare pochi gradini per cambiare scenario: alle spalle ghiaino e lapidi; di fronte un prato ed un laghetto con le ninfee.
L'area è tenuta a prato, negli anni le piante che erano cresciute vicino al muro di recinzione sono state tolte. Ricordo pini e vite americana che tra ottobre e novembre dava un tocco di colore al cemento grigio del muro, ma ormai non ve ne è più traccia: l'unico colore, oltre al verde dell'erba è il bianco/grigio del cemento, inframmezzato da intarsi dorati, rossi e blu delle tessere da mosaico che creano alcuni disegni sugli archi dei propilei all'ingresso e nella cupola dove i coniugi Brion sono sepolti.
Al centro del laghetto c'è una piattaforma, raggiungibile da un passaggio che costeggia il muro e poi si fa strada a pelo dell'acqua, ma tale passaggio è generalmente chiuso da un cancelletto.
Seguendo a ritroso la canaletta che porta l'acqua al laghetto, scoperta, con due pozzetti simili a fontanelle, si scendono alcuni gradini che portano ad un vialetto che divide le due aree del cimitero: una sembra una collinetta e l'altra una sorta di terrazza sopraelevata.
Ai piedi della collinetta si trova la sepoltura del fondatore della Brion Vega e della moglie, committente dell'opera: una sorta di cupola decorata in alabastro, all'interno della quale sono contenute, in vista, le due 'arche', sorta di barche del sole, protese una verso l'altra come a voler ricongiungere gli sposi.
Sulla piattaforma, invece, si trova la così detta Tenda: una tettoia in cui si trovano le stele dei genitori di Giuseppe Brion e delle numerose sorelle.
Una sola è però una vera tomba: la si riconosce subito perché si trova separata delle stele delle sorelle e dei genitori: è quella della gemella di Giuseppe, Giuseppina.
Scendendo e tornando sul vialetto lastricato, si arriva alla cappella, quasi sempre chiusa. L'interno è spoglio, ma molto luminoso: se la si trova aperta è interessante osservarne la struttura anche dall'interno: all'esterno, invece, è circondata su due lati da una vasca dove prolificano ninfee e pesci rossi, che accompagna il visitatore fino al cancelletto da cui si può uscire.
In tutto questo, di solito, si cerca la tomba di Carlo Scarpa senza trovarla: una piccola lapide quadrata è posta tra il muro di fronte alla Tenda, quello dal lato vialetto che porta alla cappella, ed il cimitero comunale. Il muro la nasconde quasi completamente, riservando al riposo dell'architetto un nascondiglio da cui pare poter guardare senza essere visto.
La lapide, posata a terra, riproduce le dimensione di una sepoltura, in piedi, come desiderava essere sepolto l'architetto. La conformazione del terreno, però, non ha permesso di realizzare questo suo desiderio.
Tomba Brion9
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Stato
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Nonostante ci siano delle indicazioni stradali per raggiungere la Tomba Brion, senza conoscere il posto non la si trova facilmente, soprattutto da quando lo stretto viale alberato che congiunge il cimitero alla strada principale è stato chiuso, costringendo tutti a raggiungerla attraverso un'altra strada, anche questa piuttosto stretta, ma almeno asfaltata.
Anche il parcheggio è piccolo e non troppo comodo, ciò nonostante si riesce ad arrivare con abbastanza facilità, essendo la località piuttosto piccola.
L'architetto Scarpa considerava la Tomba Brion la sua opera massima e sicuramente è un complesso notevole: moderno, originale ed elegante.
L'ingresso è gratuito; in caso di visite di gruppi è meglio rivolgersi al custode per farsi aprire la cappella ed il passaggio per la piattaforma nel laghetto.
Lo stato di conservazione è molto buono, sebbene, personalmente, preferivo quando qualche pianta dava colore al muro di cinta.