Opinione dettagliata di ontheroad
ontheroad
cuneo, Italia98%
Alberobello si è rivelata più bella di quanto immaginassimo, i trulli sono quasi irreali con quel bianco candido e quei tetti a punta, un piccolo regno da fiaba... Però, però un po' commerciali, queto bisogna riconoscerlo, ogni trullo è una bottega e in tutte le botteghe si ripropongono gli stessi gadget per turisti, le stesse cartoline, gli stessi ricordini, i fischietti, i giochi per bambini, insomma, a volte sembravano un po' troppo omologati. Certo il commercio non è un reato, ma la poesia dei trulli un pochino si stava smorzando di fronte a questo riproporsi di stand da fiera.
Ma veniamo alla mia passeggiata per Alberobello. Avevamo già deciso dove mangiare (una trattoria con menu fisso a 10 euro, l'ideale quando si viaggia in 5...) ma era ancora abbastanza presto per mettersi a tavola, insomma l'ora giusta per un aperitivo. Già ma dove? Perchè mi sono guardata intorno e non ho visto locali adatti, un paio di bar-tabacchi-enalotto, parecchi ristoranti ma... per un semplice aperitivo da gustarsi in un posto particolare dove si può andare?
Alla fine trovo il mio angolino speciale. L'insegna dice "enoteca", dalla strada si vede una scala scendere e l'idea di addentrarci in un trullo originale per bere un bicchiere di vino non casuale in un posto dove i turisti non si accalcano ci conquista.
Pasteca La Mandragora10
Valutazioni
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Accessibilità
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Da vedere/da fare
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Rapporto qualità/prezzo
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Scendiamo e restiamo affascinati dalla cura dell'ambiente. I trulli sono edifici molto belli, hanno tutti una storia da raccontare, storia di famiglie, di esigenze crescenti, storia di una città e dei suoi abitanti, e infine la storia di un giovane che inizia a chiacchierare con noi, versandoci due bicchieri di un ottimo rosato (mannaggia non ricordo il nome, ma... spettacolo se era buono) e ci racconta un po' della sua vita, della sua passione per i vini, passione di cui scherza quasi parlando però di quella che considera la sua grande e vera vocazione, ossia i filati.
Ma andiamo con ordine e restiamo sul nostro bicchiere di aperitivo, sorseggiato all'interno di un trullo in una serata di agosto.
Dopo la chiacchierata, piacevolissima, con il nostro interlocutore, paghiamo, saliamo e ci allontaniamo per raggiungere la trattoria prima del pienone dei turisti.
E, dopo cena, torniamo a percorrere le stradine di Alberobello continuando ad assaporare quel clima strano che si respira, misto di antico e di moderno, di autentico e di falso allo stesso tempo.
Dopo avere comprato un paio di cartoline in un negozio che mi ricordava molto uno di quei negozi cinesi dove si trova di tutto e di più decidiamo di regalarci una bottiglia di rosolio come ricordo della visita. La espongono in tanti, ma sappiamo già dove andare a comprarla. Non vogliamo un rosolio dozzinale, prodotto magari sotto casa nostra (è già capitato di fare questa scoperta) ma qualcosa di locale e di artigianale. Così torniamo a trovare il gentile proprietario della Mandragola. Ci saluta sulla porta, riconoscendoci, e quando gli diciamo che volevamo comprare da lui una bottiglia di rosolio ci manda un suo collaboratore per farci fare una degustazione speciale.
Scendiamo di nuovo nei locali dell'enoteca e ci accomodiamo su due sgabelli per iniziare un percorso di gusti, odori e sapori legati al racconto di tradizioni e simbologie locali.
Abbiamo iniziato con i sapori più delicati per passare poi a quelli più decisi, purtroppo non ricordo più tutti i gusti assaggiati ma vi assicuro erano tantissimi, dalla violetta (che poi ho coprato, e che ricordo rappresentasse il tradimento) alla noce, dalle erbe mediche, utili anche per i malanni quotidiani, alla rosa canina e... accidenti, non li ricordo tutti!!! Peccato, perchè il percorso è stato davvero speciale e coinvolgente e le varie spiegazioni date meritavano da sole un trattato. Non vi resterà che scoprirle da soli concedendovi anche voi una degustazione speciale di rosoli.
Pagate le due bottiglie (e si, una sola non si poteva... quando ci torniamo del resto ad Alberobello?) risaliamo le scale del trullo per riaffiorare al piano strada dove ritroviamo il gentilissimo Giovanni (spero di non avere sbagliato nome, mi perdonerà in questo caso se mi legge?) che ci trascina (in senso buono ovviamente) anche dentro allo show room dei tessuti perchè ci tiene a farci vedere la sua grande passione.
Certo con me è cascato un po' male, apprezzo la bellezza dei filati osservandone l'esposizione ma riconosco di essere decisamente lontana da questa idea di bellezza e perfezione dei filati (io sono un po' da tessuti colorati e lavabili facilmente...). Però non posso non riconoscere, nonostante questa mia desensibilizzazione d'indole, che c'erano davvero cose bellissime e, soprattutto, che in quella bottega regnava la serenità di una casa serena. Nonostante fosse un negozio. Certo se mi fossi portata dietro mia madre, mia suocera o mia sorella magari avrebbero fatto davvero tardi li dentro, io mi sono limitata ad ammirare e a fotografare, per essere almeno portavoce di un'arte e di una tradizione secolari che però mi appartengono molto poco.
Se passate da Alberobello non posso che consigliarvi una tappa alla Pasteca La Mandragola, sia per bere un ottimo bicchiere di vino che per fare qualche acquisto speciale, che sia alcoolico o un ricordo duraturo per portarsi dietro il ricordo di una vacanza speciale. Sicuramente non comprerete nulla di industriale e la passione e l'entusiasmo che Giovanni mette nel suo lavoro vi conquisteranno.