Opinione dettagliata di paulex
Tra le cose notevoli di Abu Dhabi, è noto l'hotel Emirates Palace, che contende alla "vela" di Dubai l'oscar dell'hotel più lussuoso del mondo. E' perciò con una punta di orgoglio che il taxista immigrato dal Kerala che ci accompagnava in giro per Abu Dhabi, ci ha proposto di fare un giro al suo interno. L'albergo è gigantesco, non sembra neppure un hotel, ed in effetti altro non è che una enorme residenza costruita per sè dall'Emiro, che poi l'ha venduta ad una nota catena alberghiera. Diversi sono gli ingressi, tutti muniti di barre motorizzate e
vigilati da guardie che stazionano nelle loro garitte. Un rapido controllo a vista, fanno cenno di passare, e alzano la sbarra. Il taxi attraversa i viali ornati di palme, sale l'ultima lunga rampa che conduce al palazzo e ci lascia davanti all'ingresso, raccomandandoci di non restare a lungo perché ai taxi che accompagnano persone non clienti dell'hotel non è consentito sostare più di mezz'ora. Numeroso personale, con lunghe palandrane settecentesche a quaranta gradi all'ombra, apre gli sportelli dei mezzi in arrivo. Si entra in una delle hall. Tutto è fatto per stupire: l'arredo, pesante, ricchissimo, ridondante, i pavimenti di marmi intarsiati policromi continuamente tirati a specchio. Ci diamo un'occhiata reciprocamente: ci sentiamo a disagio, inequivocabilmente vestiti da turisti in un contesto di giacche e cravatte, valigette e bianche jalabie. Ci consoliamo subito quando vediamo un gruppetto di giapponesi, fuori posto come noi, che allegramente procedono imperterriti in ricognizione, con le loro immancabili macchinette fotografiche, a riprendere di tutto e di più.
Ci diamo anche noi all'esplorazione, tenendo d'occhio l'orologio. Le misure dell'hotel sono impressionanti. Avanziamo qualche centinaio di metri, ogni tanto incontriamo un'altra hall, con cupola. Dappertutto vetrine con repliche (immagino) di vestigia archeologiche di tutto il mondo. Il lusso, o la voglia di rappresentazione di esso è sfrenato, ostentato. Arazzi alle pareti, preziosi tappeti sui pavimenti, personale dappertutto. E appena accenniamo ad inoltrarci in un lungo corridoio più del dovuto, un costese addetto ci sbarra il passo: zona privacy dei clienti dell'hotel: Ci pare giusto.
Emirates Palace9
Valutazioni
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Attrezzatura dell'hotel
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Aspetto/Architettura
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Atmosfera nella reception
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Condizioni generali
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Personale (Cortesia/Servizio)
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Ospiti
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Attrezzato come centro d´affari
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Bar dell´hotel
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Non posso giudicare le stanze, non avendo avuto l'opportunità di vederle. L'aspetto esteriore è quello di un palazzo immenso, ma l'architettura è indefinibile, elementi arabi con interpolazioni di architettura windsor. Il tutto, come ripeto, concepito per dare l'idea dello sfarzo, e mostrare la ricchezza dei materiali impiegati.
Il personale appare perfino sovrabbondante, l'hotel appare frequentato per lo più da ricchi imprenditori e uomini d'affari, non certo da turisti, che pure, però, ci saranno. Molti i convegni e i gazebi di imprese all'interno delle molte sale.
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Cibo e bevande
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Offerta bevande
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Servizio
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Diamo un'occhiata da una delle vetrate che guardano sul retro. Anche la zona delle piscine è fuori vista, off limits per i non clienti. Giusto anche questo. Si vede la spiaggia, anche qui hanno voluto strafare: non è una spiaggia, è un golfo privato, lunghissimo, con all'orizzonte, alla fonda, il megayacht a disposizione dell'hotel. L'orologio cammina impetuoso. Sono passati venti minuti, ne restano altri dieci. Ci portiamo nelle vicinanze dell'ingresso, e ci sediamo sui divani di uno dei numerosi bar interni. Divani ampi, comodi, tavolinetti accessoriati di portaceneri, fiammiferi e quant'altro. Ordiniamo (per prudenza) due caffè. Arrivano, dopo un pò, con cioccolatini e piccola pasticceria di contorno. Ormai il taxi ci starà aspettando. Chiediamo il conto: l'equivalente di sedici euro. Ma siamo dentro all'Emirates Palace. Ci è piaciuto? Non saprei. L'ostentazione della ricchezza mette sempre un po' a disagio, soprattutto se voluta ed esibita. Ci sono hotel, pur bellissimi, che mettono maggiormente a proprio agio. Torniamo al nostro taxi. L'autista, che viene da uno dei posti più poveri del pianeta, continua a magnificarci gli splendori dell'hotel. Ce ne andiamo, E guardiamo ancora una volta l'enorme mole del palazzo che si allontana. Un pò perplessi.
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Locazione e circondario
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Posizione (città)
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Collegamento con i mezzi di trasporto
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Spiaggia (estensione)
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Spiaggia (spazio)